Annessione territori ucraini, Mosca blocca la risoluzione dell’Onu

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putinMOSCA – Come previsto, la Russia ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che condanna l’annessione dei territori ucraini, in quanto violazione del diritto internazionale. Dieci paesi hanno votato a favore del testo presentato da Stati Uniti e Albania, mentre Cina, India, Brasile Gabon si sono astenuti. Si prevede che la risoluzione verrà presentata nei prossimi giorni all’assemblea generale.

Il vero grande interrogativo formalizzato con la firma degli accordi di annessione è la modalità con cui saranno conciliate le parole del presidente Vladimir Putin – che ha evocato “il legame spirituale che si siamo tramandati di generazione in generazione”, preso atto che “oramai l’Unione sovietica non esiste più, non serve alla Russia, non è questo a cui aspiriamo, e al passato non si torna”, e sottolineato come non ci sia “nulla di più forte della volontà dei popoli di tornare alla loro vera patria” – con la situazione sul terreno che vede le forze di Kiev avanzare nei territori. Interrogativo su cui grava la possibilità dell’impiego, da parte di Mosca, di armi non convenzionali. Che il riferimento al “precedente creato dagli Usa” non ha certo cancellato.

“Difenderemo la sicurezza del nostro popolo con tutti gli strumenti a nostra disposizione”, ha incalzato Putin, includendo i residenti delle quattro regioni fra i russi. “Ricostruiremo le città distrutte, le case, le scuole, gli ospedali, i teatri e i musei. Svilupperemo l’industria e le infrastrutture, riorganizzeremo il sistema sociale, le pensioni, la sanità e l’istruzione. Eleveremo il livello di sicurezza (dei nuovi territori, ndr). Insieme garantiremo che i residenti delle nuove regioni sentano il sostegno dell’intera popolazione russa e di tutti i territori della nostra enorme Madre patria”, ha aggiunto.

“Stiamo ora combattendo per un futuro giusto e libero, prima di tutto per noi, per la Russia. Per relegare al passato per sempre le dittature e i dispotismi”, ha affermato inoltre Putin, assicurando che “l’inizio del collasso dell’egemonia Occidentale è irreversibile”. “Non sarà mai più come prima. Il campo di battaglia a cui siamo stati chiamati dal destino e dalla storia è quello per la nostra gente, per la Grande Russia storica”.