
“La musica è stata la mia prima passione, il mio primo desiderio”, racconta Hopkins, che compone fin dall’infanzia. Nato a Port Talbot, in Galles, iniziò a suonare il pianoforte a soli quattro anni e, già da bambino, si cimentava con Beethoven e Chopin. Negli anni successivi la recitazione lo avrebbe consacrato come una leggenda del cinema, ma la scrittura musicale non ha mai smesso di accompagnarlo. “Life Is a Dream” rappresenta il progetto più intimo della sua carriera musicale: una sorta di autobiografia in note, costruita attraverso ricordi, affetti e luoghi che hanno segnato la sua vita. Le composizioni attraversano diverse epoche della sua esistenza, trasformando esperienze personali in paesaggi orchestrali ricchi di emozione e forza narrativa.
Il primo singolo, “Bracken Road”, anticipa perfettamente lo spirito dell’album. Estratto dalla “1947: Suite for Solo Piano and Orchestra”, il brano nasce dai ricordi dell’infanzia trascorsa nel Galles meridionale, tra prati, montagne e le strade che circondavano la casa di famiglia. Il tema musicale, concepito originariamente nel 1963 durante il periodo al Liverpool Playhouse, fonde suggestioni blues con richiami alla grande tradizione orchestrale inglese, rendendo omaggio anche al movimento lento della Prima Sinfonia di Edward Elgar. Il legame con la terra natale emerge anche in “My Fatherland”, una dichiarazione d’amore al Galles e alle proprie origini. «Sono il figlio di mio padre, il fornaio», racconta Hopkins, sottolineando come il brano sia nato per celebrare la semplicità delle sue radici.
Altri momenti dell’album sono dedicati invece alle persone più importanti della sua vita, come “Stella Aria”, omaggio alla moglie, e “Tara”, composta per la nipote. Per Gustavo Dudamel, dirigere queste composizioni è stata un’esperienza artistica unica: il direttore venezuelano descrive Hopkins come «uno di quei rari artisti la cui voce creativa trascende ogni linguaggio espressivo», capace di trasferire nella musica la stessa intensità emotiva che ha reso memorabili le sue interpretazioni cinematografiche. Anche Hopkins ha espresso profonda gratitudine per questa collaborazione, definendo la firma con Decca Classics «l’onore di una vita» e ringraziando Dudamel, la Philharmonia Orchestra e tutti i musicisti coinvolti per aver dato forma sonora a un percorso creativo coltivato per decenni.
Registrato nell’aprile 2026 all’Alexandra Palace di Londra, Life Is a Dream è molto più di un debutto discografico: è il racconto musicale di una vita vissuta tra arte, memoria e immaginazione, nel quale il compositore Anthony Hopkins si rivela con la stessa autenticità che il pubblico ha imparato ad amare sul grande schermo. Il progetto porta con sé anche un importante messaggio di solidarietà. Hopkins devolverà infatti una parte dei proventi delle vendite del CD e del vinile al Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, a sostegno della popolazione venezuelana. Con “Life Is a Dream“, Sir Anthony Hopkins apre così un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera, dimostrando che il talento artistico può trovare espressione in forme diverse, ma sempre con la stessa intensità emotiva.











