Assemblea M5S, Crimi propone 3 strade

NAPOLI – Piccoli passi avanti nella guerra permanente interna al M5S. L’assemblea dei gruppi parlamentari del Movimento non tradisce le attese e si rivela come un complicato intreccio di veti, veleni, accuse più o meno velate. Ma, dopo giorni di silenzio, il capo politico Vito Crimi tenta di imprimere un’accelerazione alla road map che porterà il Movimento alla sua rifondazione presentandosi di persona alla riunione e mettendo sul tavolo tre scenari: un capo politico unico da votare subito in rete, una leadership collegiale sempre votabile al più presto su Rousseau e un percorso che porterà a un Congresso vero e proprio. Di fronte, Crimi si trova una platea che chiede da tempo la terza ipotesi ma la sua attuabilità non è così facile. I tempi sono stretti e, come spiega lo stesso Crimi, “il livello più urgente è quello della governance”. L’impressione è che, nella galassia M5S, la confusione resti.

Tre scenari per il futuro del M5S avrebbe proposto, a quanto si apprende, Crimi introducendo l’assemblea congiunta dei gruppi del Movimento. Il primo scenario prevede la votazione, su Rousseau, di un capo politico unico. Il secondo una leadership collegiale, da votare sempre online ma con previo cambio di Statuto. Il terzo scenario porta ad un percorso, che parte dai territori, per gli Stati Generali. Un percorso inclusivo che, si spiega, coinvolgerebbe anche eletti locali ed europarlamentari. “Chiedevate un percorso dal basso – ha detto – ed è quello che sta avvenendo. Non state vedendo un post direttamente sul blog con una decisione. L’idea è che siano i portavoce che scelgono autononamente singoli soggetti per la commissione (per gli Stati Generali, ndr). Non avrete un uomo che da’ la soluzione”.

“Gli Stati Generali sono un percorso. Ci sono due livelli, uno più urgente, la governance. Serve l’avviamento per dare carburante al percorso, e lasciare il confronto sui temi a un approfondimento maggiore”, ha sottolineato. Il terzo scenario proposto da Crimi, a quanto apprende l’ANSA, prevede che entro il 15 ottobre partano le assemblee territoriali dal basso per proporre l’agenda dei temi Al contempo si prevede la costituzione di una “commissione” composta da vari soggetti (parlamentari, regionali, comunali etc.) che elabori le proposte e formuli i documenti su cui avviare consultazione in rete. La commissione, una volta costituita, utilizzando il lavoro svolto nelle assemblee territoriali e i documenti pervenuti, predisporrà una sintesi delle questioni su cui l’assemblea degli iscritti del Movimento si ritiene debba esprimersi.

“Questo dibattito è necessario e sono qui a discutere con voi facendo tesoro delle vostre sollecitazioni. Però vorrei ricordarci che fuori il Paese ci chiede altro. Un invito che faccio e: con la stessa veemenza con cui dibattiamo tra di noi usiamola per parlare di come dovremmo spendere i 209 miliardi del recovery fund, di quali proposte vogliamo portare avanti e di come lavorare sui territori”, ha concluso Crimi.