Atmosfere metropolitane in bianco e nero nel Neoimpressionismo di Gianluca Aiolo

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La rivisitazione e attualizzazione dei movimenti pittorici del passato spesso presenta delle caratteristiche sorprendenti e affascinanti, soprattutto quando diviene strumento per manifestare le difficoltà e gli aspetti più complessi del vivere contemporaneo. Il protagonista di oggi si esprime coniugando alla perfezione l’aspetto stilistico e quello più profondo, attraverso opere che sorprendono e conquistano.

Alla fine del Diciannovesimo secolo l’Impressionismo aveva rivoluzionato l’universo artistico di quegli anni proponendo una pittura frammentata, in cui ogni piccolo tocco di colore contribuiva a creare l’immagine definitiva, in cui la luce era catturata da mille sfaccettature di tonalità diverse ma complementari, e, soprattutto, in cui le scene descritte erano quelle di momenti di vita all’aperto, divenendo vere e proprie cartoline di quella che era la vita di quei tempi. Giardini, parchi, laghi in cui la borghesia si dilettava a trascorrere il proprio tempo, come delicatamente raccontato da Monet o scene di interni in cui venivano immortalati momenti di svago, di ballo o di ristoro, come nei dipinti di Degas e di Renoir. Tutto il movimento aveva come denominatore comune la caratteristica per la quale le opere assumevano maggiore definizione e chiarezza allontanandosi dal dipinto, contrariamente a quanto avveniva con l’arte precedente in cui la nitidezza del dettaglio era fondamentale. Nel Ventunesimo secolo la vita è sostanzialmente cambiata, così come l’arte stessa che ha avuto un rapido e interessante superamento, ma sarebbe meglio dire attualizzazione, delle correnti pittoriche che hanno segnato la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Il Neoimpressionismo si è legato a immagini più metropolitane, più cittadine, perché in fondo è quello il contesto in cui vive l’uomo contemporaneo, tra le luci della città, le automobili, i grattacieli; lo statunitense Jeremy Mann è un perfetto capostipite della generazione dei neoimpressionisti che trova in Italia un ottimo rappresentante in Gianluca Aiolo.

Rome by Night 2014 70x100
1 Rome by night

Nato a Mestre, si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenta nella sua produzione artistica dei tratti distintivi che lo rendono unico, assolutamente e inequivocabilmente riconoscibile. La gamma cromatica prima di tutto, che si limita alle tonalità del bianco, del nero, del grigio che sfuma e manipola ad arte per regalare alle sue opere quella sensazione di dissolvenza, di rarefazione dell’immagine che sottolinea la routine a volte monotona dell’esistenza di oggi, ma al contempo ne evidenzia le possibilità, l’opportunità di perdersi e nascondersi nella moltitudine, per trovare in modo più incisivo se stessi.

Anonimi 2014 100x150
2 Anonimi 2014
Anonimi 2016 70x70
3 Anonimi 2016

La serie di opere intitolate Anonimi, inducono l’osservatore a riflettere, a percepire la consapevolezza di corpi e persone che gli passano accanto ogni giorno senza che quelle vite si intreccino alle proprie, rimanendo ignote eppure familiari proprio per l’innegabile consapevolezza che ogni giorno ci siano; i luoghi sono indefiniti perché in fondo quella sensazione appartiene all’essere umano, non al posto in cui vive e si muove, è lo studio dell’individuo in astrazione all’ambiente quello che è interessato a esplorare Gianluca Aiolo. La sua seconda caratteristica è di essere magistralmente capace di sfocare le opere quando si guardano da vicino ma poi, una volta che ci si allontana, riesce a donare loro una definizione maggiore, come se volesse suggerire che molto spesso è più facile e rassicurante osservare la realtà da lontano che non buttandosi all’interno di essa e omologarsi, perdersi nel luogo comune che tende ad annullare personalità non sufficientemente forti da voler uscire dal coro.

Venice by night 100x150 2014
4 Venice by night
Roma Tiburtina 2014 100x150
5 Roma Tiburtina

Come Venice by night per esempio, in cui non solo la città è assolutamente indistinta e non riconoscibile, ma anche le sagome delle persone che ne occupano le strade sono evanescenti, quasi dissolte nell’ambiente circostante; o in Roma Tiburtina, opera in cui Aiolo pone il focus sulle luci della città, su quel via vai di traffico che contraddistingue le realtà urbane e che assume connotazioni rassicuranti, accoglienti addirittura, perché parte di un vissuto a cui si è abituati, che è il terreno sul quale l’umano si muove, vive, ride, sente e soffre. È casa.

N.Y.C. 2015 50x50
6 New York City

Poi passa al giorno, alla luminosità di una megalopoli ancora più grande, quella Grande Mela, New York City, in cui protagonista assoluto è il via vai di automobili, il chiasso della strada in perpetuo movimento, dove i grattacieli svettano imponenti a tenere d’occhio la vita sottostante, quasi a volerla proteggere, a vegliare su di lei. Non esprime mai un giudizio Gianluca Aiolo, si limita a mettere emozioni su tela, a raccontare ciò che percepisce, ciò che riceve, istante dopo istante quando il suo sguardo vaga sulla realtà, e poi lascia che sia l’osservatore a decidere cosa ricevere, come sentire sulla base del proprio vissuto e della propria esperienza e opinione personale.

Ti aspetto - 70x100
7 Ti aspetto

Anche nei ritratti, Ti aspetto ne è un esempio, Gianluca Aiolo sfoca il volto malinconico della donna, così come sbiadisce l’intensità delle luci dietro di lei, per dare risalto alla sensazione, attenua i dettagli per puntare l’obiettivo sull’essenza della narrazione. Nel corso della sua carriera iniziata nel 1999, Gianluca Aiolo ha esposto in Europa e in Italia, tra le più importanti: Les italiennes de Clisson, Francia nel 2005, Vs London alla Trispace Gallery di Londra nel 2015 e numerose collettive presso la Galleria L’Occhio di Venezia.

GIANLUCA AIOLO-CONTATTI
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