L’ex leader di Rifondazione Comunista ha quindi allargato lo sguardo al quadro internazionale, soffermandosi sulla crescita delle istanze socialiste negli Stati Uniti. «Quello che si vede oggi negli Usa è molto interessante. Bernie Sanders guida una costruzione politica che riporta il socialismo sulla scena e, incredibilmente, vince con una posizione molto radicale. Negli Stati Uniti un movimento di massa ha depositato una domanda politica che, a differenza di quanto accaduto in Europa, è stata raccolta da una forza socialista».
Bertinotti ha poi riproposto il tema della lotta di classe, sostenendo che negli ultimi decenni il conflitto sociale abbia avuto un vincitore ben preciso. «La lotta di classe c’è stata e c’è ancora. Nel passaggio di secolo l’hanno vinta i capitalisti. La rivoluzione l’hanno fatta i padroni contro i lavoratori. Ma, come diceva Marx, la lotta di classe non finisce e oggi ci sono segnali che indicano la possibilità di una riscossa». Secondo Bertinotti, alla base della crisi che attraversa le democrazie occidentali c’è anche la perdita di credibilità della politica. «Nell’ultimo quarto di secolo tutti quelli che sono andati al Governo hanno seguito sostanzialmente la stessa politica, quella del dominio del mercato. Questo ha devastato la fiducia nella politica ed è una delle ragioni per cui metà della popolazione non va più a votare».
Bertinotti ha poi osservato che «oggi il Governo è il vero collante delle coalizioni. I Parlamenti contano sempre meno e lo scontro politico si riduce a vincere le elezioni e poi cercare di restare al potere. È una dinamica che mette in crisi il rapporto tra politica e popolo».
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