Bielorussia, Draghi accusa: “Migranti usati per scopi di politica estera”

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ROMA – Mentre la crisi al confine tra Polonia e Bielorussia non si allenta, e Varsavia avverte del rischio che si protragga “per mesi”, il premier italiano Mario Draghi interviene puntando il dito contro il regime di Lukashenko, accusato di aver orchestrato un’emergenza che coinvolge sempre di piu’ tutta l’Europa.

Draghi parla di “migranti usati per scopi di politica estera”, mentre ieri, rispondendo a una domanda dopo l’incontro con il premier albanese Edi Rama, aveva detto: “L’integrazione dei Balcani occidentali in Ue non dipende da circostanze occasionali, è scritta nel futuro dell’Ue, quello che succede in Bielorussia non influenza questo processo, e l’Italia non lo pensa. Non ho avuto notizia di un vertice straordinario su questo: è uno dei problemi, l’immigrazione, dove l’uso dei migranti è diventato uno strumento di politica estera”.