
Su cosa si possa fare contro il pericolo di attacchi di Putin, “tenerlo impegnato sul fronte ucraino, più a lungo possibile. Faccio per questo un appello sia a Giorgia Meloni sia a Elly Schlein – ha aggiunto – di entrare in un’ottica emergenziale per una difesa europea. Trump ha scritto un documento dove mette nero su bianco la disarticolazione dell’Europa e i leader europei hanno fatto finta di niente”.
A una domanda su quale sarebbe la sua strategia europea se avesse il potere di intervenire, Calenda ha risposto che direbbe “a Giorgia Meloni e al cancelliere tedesco Merz di sentirsi e organizzare una risposta a Trump”. E cioè: “Anticipare il passaggio di consegne della parte convenzionale della Nato all’Europa prima del 2027”. Il leader di Azione approverebbe “subito lo scudo democratico”, se fosse premier. “Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin”, ha continuato. “Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida”.
E ha chiesto: “E’ un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega?” parlando di “molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?”. A una domanda poi se Azione intende fondersi con Forza Italia, Calenda ha risposto: “Macché. I nostri partiti vengono da aree diverse. Non vogliamo fonderci”.











