
A risentire delle preoccupazioni del mercato sono in particolare i tassi fissi – analizza il Codacons – Mentre l’Euribor, l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile, si è mantenuto sostanzialmente stabile negli ultimi 4 mesi (l’Euribor a 1 mese è fissato oggi a -0,54%, contro il -0,58% del 3 gennaio scorso), l’Eurirs, detto anche Irs, indice di riferimento dei mutui a tasso fisso, ha subito una vera e propria impennata passando ad esempio per i mutui a 20 anni dallo 0,60% di inizio gennaio agli attuali 1,69%.
Chi accende oggi un mutuo a tasso fisso per l’acquisto della prima casa si ritrova così tassi finali più elevati in media del +0,50% rispetto a chi ha avviato un finanziamento a gennaio: una differenza che, tradotta in soldoni, sfiora i +9.000 euro complessivi di spesa finale sul mutuo.











