
Sarà un ‘modello italiano’ perchè adattato alla sensibilità e alle esigenze del nostro Paese in un sistema di pesi e contrappesi, che non svuoteranno le prerogative del Capo dello Stato come garante dell’unità nazionale. Il suo ruolo resterà cruciale e insostituibile”. Quanto all’autonomia differenziata, invece, “Calderoli ritiene a ragione che risponda ai bisogni del Paese e per questo richiede tempi rapidi”, ma – sottolinea Casellati – “di ‘blindato’ c’è il programma politico della maggioranza di approvare la riforma. Per il resto, tutta la coalizione sta lavorando per metterla a punto in Parlamento, che è la sede naturale del dibattito politico”.
Inoltre “non dimentichiamo mai che l’autonomia differenziata non è un’invenzione del centrodestra, ma l’attuazione di una norma costituzionale approvata dal centrosinistra. Autonomia differenziata significa migliore allocazione delle risorse in un quadro di unità nazionale, secondo l’articolo 5 della Costituzione, con eguale erogazione dei servizi. Abbiamo eliminato il metodo della ‘spesa storica’ basandoci su costi e fabbisogni standard per i servizio. Nessuna Regione, a partire da quelle del Sud, sarà lasciata indietro”, assicura il ministro.











