Castelli: “L’appello della Cei trova applicazione nel cratere sismico”

ANCONA – “L’appello dei vescovi per le aree interne trova piena applicazione nell’opera di riparazione e sostegno economico e sociale del cratere sisma 2016”. Lo afferma il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, commentando l’allarme lanciato dai vescovi sui rischi di desertificazione e disuguaglianze nelle zone interne. Secondo Castelli, il cratere rappresenta “un concentrato dei rischi che colpiscono le aree interne”, dove l’emergenza post-sisma accelera i processi disgregativi e la rassegnazione mina gli sforzi della ricostruzione. Per questo la Struttura commissariale ha affiancato alla ricostruzione edilizia un impegno diretto per la ripresa economica e sociale, con attenzione al terzo settore, ai servizi sociali, al lavoro e all’inclusione.

“Stiamo creando condizioni – spiega Castelli – affinché le persone, soprattutto i giovani, scelgano di rimanere nei luoghi in cui sono nati. Lo facciamo con un processo dal basso, basato sull’ascolto e sul coinvolgimento di tutti i protagonisti”. Tra le azioni avviate, “il bando B2.3 per sostenere volontariato e associazioni; iniziative con il ministero del Lavoro per favorire l’autoimpiego e l’accesso al welfare; misure contro la povertà e a sostegno delle famiglie vulnerabili; il ricorso al Programma nazionale inclusione per rafforzare i servizi socioeducativi”.

Inoltre è stata promossa “una spinta senza precedenti” al partenariato pubblico-privato per mantenere servizi essenziali e sono nate 40 Comunità energetiche rinnovabili, in coerenza con gli indirizzi della Cei, coniugando tutela ambientale, giustizia sociale e cura della persona. “Anche noi – conclude Castelli – facciamo nostre le parole del profeta: ‘Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele’. L’impegno è ricostruire in sicurezza le abitazioni e garantire la permanenza delle comunità dell’Appennino centrale, che svolgono un ruolo fondamentale per la nazione. Un territorio non presidiato è esposto a maggiori rischi naturali e alla perdita di un patrimonio artistico e architettonico unico”, conclude Castelli.