Nel romanzo Cigni, Floriana Frola reinterpreta l’universo raccontato da Truman Capote, spostandolo nell’era dei social

Le protagoniste del romanzo sono donne eleganti, spietate, competitive. Vivono in un mondo dove l’immagine è tutto e dove ogni gesto è pensato per alimentare il proprio seguito online. La loro ossessione per il successo virtuale le porta a superare limiti morali e personali, fino a sfiorare – e oltrepassare – la soglia del reato. Il romanzo indaga così la trasformazione del concetto di prestigio: dal potere “riflesso” dell’epoca di Capote al potere diretto e immediato della presenza digitale.
Frola mette a nudo la fragilità di un sistema fondato sull’apparenza, mostrando la vacuità dell’esibizione social e la mancanza di empatia che spesso accompagna la ricerca del profitto personale. Un ritratto lucido e tagliente delle nuove élite contemporanee.
L’autrice, 48 anni, vive in provincia di Torino. Laureata in Scienze Politiche, ha collaborato con la rivista La Sezione Aurea e ha pubblicato diversi lavori, tra cui Una Maria Antonietta postmoderna, Venezia porta d’Oriente, Le Indomabili e Adámastos, dedicati ai temi del capitalismo, della parità di genere e delle dinamiche sociali.











