Cine Award 2025: Venezia celebra l’eccellenza del cinema e del Made in Italy

VENEZIA – Si è svolta ieri, 2 settembre, sulla Terrazza Atlas Concorde dell’Hotel Excelsior, la cerimonia pomeridiana del Cine Award 2025, nell’ambito della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Condotta da Beppe Convertini, la manifestazione ha rappresentato un momento di celebrazione del cinema italiano e internazionale, unendo mito, creatività e passione. Beppe Convertini ha invitato sul palco il membro del Consiglio Superiore della Cinematografia, l’avvocato Michele Lo Foco, spiegando come il suo impegno nel Consiglio Superiore della Cinematografia sia fondamentale per la crescita del settore.

Lo Foco ha dichiarato: “Se c’è una funzione che il cinema può esercitare in maniera efficace e che ha esercitato in maniera continua, soprattutto esercitata da parte degli americani è quella di esportare cultura e modi di vivere. Gli americani lo fanno da decenni, hanno portato nel mondo le loro bevande, i loro modi di dire, anche i loro personaggi. L’Italia ha fatto questo in un periodo della propria storia cinematografica che tutti conosciamo, ha esportato capolavori e negli ultimi anni invece a causa di una diversa legislazione si è preoccupata esclusivamente di utilizzare le somme statali senza preoccuparsi del lavoro culturale. Chiunque abbia inteso questa funzione del cinema, in particolare mi riferisco ad un produttore giovane, che si chiama Iervolino, che ha capito che per far circolare i brand e le attività nazionali che sono tante e importanti, c’è bisogno di costruire un prodotto cinematografico che circoli nel mondo e che sia prevalentemente interpretato da attori riconosciuti e che possano superare le frontiere, non certamente da prodotti italiani modesti. Ora noi sappiamo che marchi famosi come Ferrari, Lamborghini, Maserati sono delle punte di diamante dell’industria italiana, e non sfruttarle, non farle circolare è ver amente una modalità per umiliare l’industria che invece ha bisogno di essere esaltata, e il cinema è una funzione culturale che unita a quella commerciale può diventare uno strumento estremamente valido, ed essendo uno strumento mondiale deve essere concepito fin dall’inizio con questo scopo, che è esattamente quello che hanno usato le grandi compagnie americane per far circolare i loro prodotti in tutto il mondo. Ma per fare questo bisogna avere la capacità di concepire il prodotto fino all’inizio in modo tale che possa superare le barriere, perché non si arriva in Cina, non si arriva in Vietnam, non si arriva neanche in America se non costruendo dei prodotti adatti al pubblico, e questo è frutto di ricerca, è frutto di esperienza, ed è anche ora che il cinema italiano riprenda la capacità di far circolare la propria arte e riconosca i meriti di chi fino ad ora lo ha fatto”.