
“Dopo il successo della passata edizione che ha visto la partecipazione di oltre cinquemila persone, più del doppio delle duemila presenze del 2023, – sottolinea Elisabetta Scarton, delegata del rettore per il Public Engagement – lo staff dell’università di Udine è già al lavoro per organizzare il programma di quest’anno”. Confermata la scelta di portare il festival fuori dalle sedi universitarie per incontrare i cittadini nei luoghi più amati del centro storico, grazie alla proficua collaborazione con il Comune per la messa a disposizione degli spazi. Aumenterà il numero dei laboratori sparsi in città e nella grande mostra-vetrina allestita nell’ex chiesa di San Francesco, che l’anno scorso ha destato molta curiosità in un pubblico di tutte le età e ha offerto l’occasione di scoprire in modo interattivo le numerose attività di ricerca dell’università di Udine. Anche quest’anno ampio spazio agli appuntamenti per famiglie e bambini, alle installazioni immersive, agli incontri interattivi, i cui posti, disponibili su prenotazione, l’anno scorso sono andati esauriti in pochissime ore. Oltre alle collaborazioni consolidate, come quella con Radio Magica, si stanno aprendo nuovi canali di co-progettazione, per esempio con l’associazione culturale Leali delle notizie di Ronchi dei Legionari.
Il festival Collega-menti è una delle iniziative di terza missione con cui l’Ateneo vuole rafforzare il proprio ruolo come agente di sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. Questo impegno si realizza attraverso una forte interazione con il sistema economico-produttivo, il dialogo aperto e costruttivo con le Istituzioni locali, il confronto con la cittadinanza attraverso un percorso divulgativo condiviso. “Dopo aver indagato nel 2024 le intelligenze, il festival quest’anno si occuperà di città – evidenzia il rettore Roberto Pinton -, un tema che offre molteplici possibilità di esplorazione su argomenti legati alla vita urbana e alla sua evoluzione. Dalle dinamiche sociali, culturali e ambientali all’architettura al design, dalla sostenibilità legata alle sfide ambientali e al cambiamento climatico alla creatività urbana – continua il rettore – si potrà indagare sull’inclusività, le tecnologie per le smart cities, fino alle storie e alle memorie antropologiche e sociali da una parte e alle visioni future delle città digitali dall’altra”.
L’obiettivo è, da una parte, stimolare l’approccio multidisciplinare tra i ricercatori dell’ateneo su tematiche complesse e, attraverso il linguaggio divulgativo sostenuto dalla presenza di altri numerosi e autorevoli esperti, sollecitare il pubblico, a cui queste discussioni si rivolgono alla riflessione e a coglierne le suggestioni. “Cultura umanistica, scienza e tecnologia sono di tutti e riguardano tutti – sottolinea Barbara Gallavotti – ma perché entrino davvero nel tessuto della nostra vita dobbiamo avere occasioni per parlarne, per scoprire cosa avviene nei luoghi della ricerca, per trovare i fili invisibili che uniscono le diverse discipline fra loro e noi e la nostra quotidianità ad esse. Confrontarci, collegare le nostre menti, ci rende più forti, ed è questo lo scopo di Collega-Menti”.











