Confagricoltura: “Gli USA sospendono i dazi per il Regno Unito”

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Confagricoltura ha sollecitato un accordo per i prodotti agroalimentari italia ed europei

Gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione dei dazi aggiuntivi sulle importazioni dal Regno Unito, tra cui il whisky scozzese e alcuni formaggi tipici, applicati nel quadro della controversia sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing. La sospensione – evidenzia Confagricoltura – è in vigore da ieri e sarà operativa per un periodo di quattro mesi durante il quale le due parti cercheranno di negoziare una soluzione definitiva.

Dal 1° gennaio scorso, a seguito del recesso a tutti gli effetti del Regno Unito dalla UE, il governo di Londra ha sospeso le tariffe doganali sulle importazioni dagli Stati Uniti, in linea con l’autorizzazione accordata dal WTO.

“Alla luce dell’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Regno Unito – dichiara il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – abbiamo nuovamente sollecitato la Commissione europea a intensificare le iniziative per raggiungere un accordo che consenta di eliminare i dazi aggiuntivi USA sulle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani ed europei”.

“Con l’elezione del presidente Biden ci sono le condizioni per chiudere una controversia che risale addirittura al 2004 e rilanciare la gestione su base multilaterale degli scambi commerciali” – sottolinea Giansanti.

“Da parte nostra, tenendo conto delle esigenze del nostro sistema agroalimentare, riteniamo che tutti gli sforzi debbano essere concentrati sul rilancio del commercio internazionale per superare il più rapidamente possibile la crisi economica innescata dalla pandemia” – conclude il presidente di Confagricoltura.

I dazi aggiuntivi Usa sulle importazioni agroalimentari dalla UE sono in vigore dall’ottobre 2019 per un controvalore di poco inferiore a 7 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il Made in Italy, sono colpiti alcuni formaggi – tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano – salumi, agrumi, succhi e liquori per un controvalore di circa 500 milioni di euro. Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco fuori dalla UE per i prodotti agroalimentari italiani, con un fatturato annuale che sfiora 5 miliardi di euro.