Consorzio Grana Padano: filiera orgogliosa, ma ora più tutele

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MONTICHIARI – Molti motivi di orgoglio e qualche criticità: l’Assemblea annuale del Consorzio di Tutela del Grana Padano, tenutasi alla fiera di Montichiari, ha scattato la foto di una filiera che sente di rappresentare un’eccellenza del Made in Italy, ma che chiede anche interventi alla politica.

“Il Grana Padano non molla – ha detto ad Askanews Renato Zaghini, presidente del Consorzio – però vogliamo anche avere quelle giuste tutele che ci spettano di diritto, perché noi rappresentiamo una filiera molto importante, rappresentiamo 4mila stalle, 50mila addetti e siamo in grado di portare il Made in Italy, la DOP Grana Padano in tutto il mondo, ma abbiamo bisogno di tutele sull’estero, molto veloci e senza troppi fronzoli”.I numeri parlano di oltre 5,2 milioni di forme lavorate e di un export del 45% della produzione.

“L’esportazione – ha aggiunto Stefano Berni, direttore generale del Consorzio – è il vero sviluppo per il Grana Padano, siamo il prodotto DOP più consumato sia in Italia sia nel mondo e la crescita che abbiamo avuto negli ultimi 20 ani è prevalentemente verso l’export. Noi chiediamo alla Pubblica amministrazione delle tutele per evitare che dei copioni vengano venduti al posto del Grana Padano. Non chiediamo risorse, per quelle ci arrangiamo, ma chiediamo la velocizzazione delle procedure”. All’Assemblea ha preso parte, in collegamento, anche il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, che ha parlato di investimenti per le imprese e di una forte volontà di difendere la qualità del cibo italiano.

“La politica ci deve assolutamente aiutare – ha detto ancora Zaghini – perché per tutelare il nostro prodotto e conquistare il mondo abbiamo bisogno di accordi bilaterali con i Paesi dove vogliamo esportare, altrimenti non andiamo da nessuna parte”. La battaglia che il Consorzio del Grana Padano combatte da anni riguarda i prodotti che imitano il formaggio Dop e che spesso nella grande distribuzione non vengono distinti dall’originale, a danno anche dei consumatori. “Quando il consumatore non sceglie in modo consapevole – ha concluso Berni – viene ingannato, non fa una scelta libera. La scelta è libera solo se è consapevole”. Nell’Assemblea si è poi parlato della recente nascita della Fondazione Grana Padano, che si occupa delle numerose azioni di beneficienza che il Consorzio porta avanti.