Coronavirus, Crimi (M5S): “L’Italia intende condividere i rischi di questo tsunami con i nostri partners europei”

ROMA – “In questo momento stiamo gia’ facendo da soli: avendo tolto i vincoli di bilancio, siamo gia’ andati a debito per 25 miliardi e di piu’ faremo con il prossimo decreto. L’Italia intende condividere i rischi di questo tsunami con i nostri partners europei, ma se qualcuno decide il contrario, si assumera’ l’onere di far affondare l’Europa”. Cosi’ il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.

E sul Mes e la preoccupazione che qualcuno del governo potesse appoggiarlo, spiega: “Prima dell’Eurogruppo avevamo questa preoccupazione e l’abbiamo fatta trapelare. Il nostro problema e’ che non sapevamo cosa stesse accadendo in alcuni tavoli. Avevamo l’impressione che ci fosse una facile adesione ai meccanismi del Mes. Ci siamo ricreduti quando abbiamo visto che fra Conte e Gualtieri c’era accordo. A volte basta una telefonata per chiarirsi. Con i ministri dem il confronto non e’ mai venuto meno”.

“E’ una delle nostre battaglie storiche togliere la tutela della salute dall’art.117 della Costituzione come materia concorrente. Pensi a cosa sta accadendo in questi giorni: Brescia ha chiesto di creare un polmone per l’ospedale, lo Stato ha stanziato 8 milioni, ma la regione Lombardia ancora non decide. E a Bergamo l’hanno dovuto costruire gli alpini”. Cosi’ il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.

E in merito a una cabina di regia per la fase 2 di gestione del coronavirus, spiega: “Credo che spetti a Palazzo Chigi mettere in piedi una task force. Ma non come quella ipotizzata ieri da una falsa agenzia Ansa, che parlava di Cassese e Amato come possibili componenti. Quando l’ho letta, prima di scoprire che era un fake, ho pensato: stiamo scherzando? La task force dovra’ essere fatta da gente che sa cosa sta accadendo nel paese, professionisti, imprenditori. Non serve l’accademia, ma capacita’ di innovare, immaginare il futuro. Questa epidemia ha reso inservibili i paradigmi del passato”.