Coronavirus in Italia, bollettino del giorno 12 novembre 2020: 37.978 nuovi casi

coronavirus covid-19 giovedì

Il bollettino del 12 novembre 2020 parlava di 37.978 nuovi casi 29.873 ricoverati, 3.170 quelli in terapia intensiva; 636 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, giovedì 12 novembre andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA L’11 NOVEMBRE

Il bollettino dell’11 novembre 2020 parlava di 32.961 nuovi casi 29.444 ricoverati, 3.081 quelli in terapia intensiva; 623 decessi.

I NUMERI REGIONE PER REGIONE

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, le persone positive nelle Regioni erano: 141.918 in Lombardia, 76.670 in Campania, 60.354 in Piemonte, 57.583 nel Lazio, 52.235 in Veneto, 47.900 in Toscana, 43.891 in Emilia Romagna, 23.564 in Sicilia, 20.099 in Puglia, 13.955 in Liguria, 11.514 nelle Marche, 10.950 in Abruzzo, 10.334 in Umbria, 9.181 in Sardegna, 8.885 a Bolzano, 8.165 in Friuli Venezia Giulia, 6.137 in Calabria, 3.148 in Basilicata, 2.787 a Trento, 2.332 in Valle d’Aosta, 1.756 in Molise.

BOCCIA: “NON POSSIAMO PERMETTERCI UN LOCKDOWN COME A MARZO”

 Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a Porta a porta, ha spiegato che il numero dei deceduti aumenterà ancora nei prossimi giorni; per abbassarlo, é necessario fare sacrifici. Ciò non significa che ci sarà un lockdown come quello di marzo perché il nostro Paese non se lo può permettere; ci saranno però lockdown rigorosi e territoriali come quelli in corso. Soltanto dopo due settimane dopo l’applicazione delle misure restrittive si potrà avere un regime diverso, nel senso che si potrà allentare su alcune Province. Boccia ha tenuto a precisare che i numeri della Campania, per quanto l’area metropolitana di Napoli sia in sofferenza, sono da area gialla, ponendo così fine alle polemiche dei giorni scorsi.

SILERI: “DOPO DUE SETTIMANE ACUNE REGIONI OTREBBERO PASSARE AD UN COLORE PIU’ LEGGERO”

Anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, Timeline, su Sky TG24, ha sottolineato che se dopo due settimane da quando l’Italia é stata divisa in tre zone colorate alcune Regioni dovessero mostrare un miglioramento, considerando tutti i parametri, potrebbero retrocedere ad un colore piu’ leggero e quindi a un rischio minore”.

TOTI: “IN LIGURIA INDICE RT GIA’ SCESO DA 1,47 A 1,10”

Situazione in miglioramento in Liguria. “Al termine di questa lunga giornata di lavoro con la nostra sanità, arriva un dato incoraggiante che vorrei condividere con voi. -scrive sui social il Governatore Giovanni Toti-  Quando la Liguria è stata classificata in zona arancione avevamo un Rt pari a 1.47, con 1.52 a Genova, mentre oggi l’Rt in regione è sceso a 1.10 e a 1.06 nel capoluogo. Un segnale importante ma che non deve assolutamente farci abbassare la guardia. La situazione resta complessa così come la pressione sui nostri ospedali, tuttavia questa flessione dimostra che le misure prese, anche insieme ai sindaci della Liguria, piano piano stanno funzionando. Quindi teniamo duro per poter tornare al più presto a una parziale normalità. La battaglia contro il virus è in corso e ognuno può fare la sua parte”.

GALLI: ” DIMENTICARE GIA’ ORA CENONI DI NATALE E VEGLIONI DI CAPODANNO”

Massimo Galli, primario del Sacco, al Tg4 ha dichiarato che per quest’anno non dovremo pensare ai grandi cenoni familiari e i grandi veglioni di Capodanno perché,anche se chiudessimo tutto oggi e riaprissimo per Natale, o anche prima, è abbastanza evidente che se non mantenessimo le precauzioni anche dopo la riapertura cadremo nell’errore già commesso a Ferragosto, a seguito del qual siamo oggi a contare più di 500 morti. Galli pensa che l’apertura delle discoteche non sia stata causa di tutto ma un chiaro messaggio di ‘liberi tutti’, che ha avuto come risultato quanto stiamo vedendo in questi giorni.

SITUAZIONE NEL MONDO

Nelle ultime ventiquattro ore in Francia si erano registrati 35.879 i nuovi casi e 329 decessi, per un totale di 42.536 vittime dall’inizio dell’epidemia. Soglia dei 40mila morti superata anche dalla Spagna, che va ad aggiungersi ad altri Paesi, fra cui Regno Unito, Francia e Italia che ne hanno già contabilizzati di più. I nuovi casi nel Paese iberico erano19.096; nel Regno Unito erano invece 22.950 mentre in Turchia si contavano 2.693 nuovi contagi e 86 decessi. La Grecia si prepara al coprifuoco notturno dalle 21 alle 5: saranno consentiti solo spostamenti per lavoro e motivi di salute.

I DATI COVID DEL 12 NOVEMBRE

Alle 17 circa la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi).

Il bollettino del 12 novembre 2020 parlava di 37.978 nuovi casi 29.873 ricoverati, 3.170 quelli in terapia intensiva; 636 decessi