Coronavirus in Italia, i dati del giorno 15 maggio 2020: +789 nuovi casi

coronavirus venerdì

Il bollettino del 15 maggio 2020 ci parla di 789 nuovi casi e da una decrescita di 667 ricoverati, 47 in terapia intensiva; 242 morti

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, venerdì 15 maggio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA IL 14 MAGGIO

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, il totale delle persone che hanno contratto il virus era 223.096 con un incremento rispetto a mercoledì di 992 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 76.440, con una decrescita di 2.017 assistiti. Tra i positivi, 855 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti. 11.453 persone erano ricoverate con sintomi, con un decremento di 719 pazienti. 64.132 persone, pari all’ 84% degli attualmente positivi, erano in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti sono stati 262 e hanno portato il totale a 31.368. Il numero complessivo dei dimessi e guariti é salità invece a 115.288, con un incremento di 2.747 persone rispetto a ieri.

STATISTICHE PER REGIONE

Nel dettaglio, i positivi erano 29.956 in Lombardia, 11.891 in Piemonte, 6.301 in Emilia-Romagna, 4.718 in Veneto, 3.388 in Toscana, 2.660 in Liguria, 4.096 nel Lazio, 2.904 nelle Marche, 1.765 in Campania, 2.253 in Puglia, 505 nella Provincia autonoma di Trento, 1.854 in Sicilia, 770 in Friuli Venezia Giulia, 1.482 in Abruzzo, 380 nella Provincia autonoma di Bolzano, 92 in Umbria, 465 in Sardegna, 80 in Valle d’Aosta, 524 in Calabria, 229 in Molise e 127 in Basilicata.

SPERANZA: PRONTI PER UNA SECONDA ONDATA

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dichiarato che é necessario preparare i nostri ospedali e i nostri servizi di emergenza urgenza a gestire un’eventuale seconda ondata di Covid-19, che, secondo gli scienziati non é da escludere. Ha ricordato che prima della crisi i posti letto di terapia intensiva erano 5.179, con l’investimento del decreto arriviamo a 11.091 (+115%). Il Governo lavorerà con le Regioni perché siano pronti prima dell’autunno: questi posti rimarranno per sempre, anche quando ci sarà un vaccino, e renderanno il nostro Sistema Sanitario Nazionale e l’Italia più forti”. Speranza ha, inoltre, detto che saranno investiti 192 milioni per ammodernare i pronto soccorso, per differenziare ingressi e sale d’aspetto per evitare che possano essere luoghi di contagio. Lo stesso sarà per le ambulanze.

OMS: “IL VIRUS NON ANDRA? MAI VIA”

“Bisogna fare ancora un lungo cammino fino alla cosiddetta nuova normalità. L’Oms non abbasserà il livello di allarme fino a quando non disporremo di un significativo controllo del virus, di solidi sistemi di sorveglianza e di sistemi sanitari più forti.” Sono state le parole di Mike Ryan, capo del programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

La necessità di continuare a tenere la guardia alta era già stata sottolineata nei giorni scorsi anche dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus riguardo l’aumento dei casi in alcuni paesi usciti dal lockdown, tra cui Germania e Corea del Sud dove si è registrato un aumento dei contagi, in particolare a Itaewon, il quartiere della movida di Seul, ma anche in altre città del paese.

COME SMALTIRE LE MASCHERINE

Al momento, “non è noto il tempo di sopravvivenza dei coronavirus nei rifiuti”. Per precauzione quindi, “mascherine e guanti vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati ma sempre posti prima dentro un sacchetto chiuso, per evitare contatti da parte degli operatori ecologici”. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in audizione alla Commissione Ecomafie.

Si raccomanda quindi, ha spiegato nella sua relazione, che “nelle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, sia interrotta la raccolta differenziata, e che tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura e includendo fazzoletti, rotoli di carta, i teli monouso, mascherine e guanti, siano considerati indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme”.

Per la raccolta dovranno essere utilizzati “almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale, di chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti mono uso; di non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani; di evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti”.  Per le abitazioni in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, “si raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata”. A scopo cautelativo tuttavia, “fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati”.

AUTOCERTIFICAZIONE: NON PIU’ DAL 18 MAGGIO

A partire dal 18 maggio non dovrebbe più servire il modulo di autocertificazione. Con la riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e negozi ci si potrà muovere all’interno della propria Regione senza dover giustificare lo spostamento alle forze dell’ordine. Disposizioni che, fermo restando positivo l’andamento epidemiologico, queste disposizioni saranno contenute nel prossimo DPCM, che sarà varato entro la fine della settimana.

SPOSTAMENTI TRA REGIONI

L’autocertificazione rimarrà obbligatoria per andare da una Regione all’altra: si potrà uscire dalla propria Regione solo per motivi di lavoro, salute o necessità, almeno fino al 1° giugno. “Troppi trasferimenti potrebbero condizionare una variazione della curva epidemiologica elaborata su base regionale”, ha detto Conte.

RIUNIONE TRA CONTE E LE REGIONI

Dalla riunione che, in videoconferenza, si é tenuta tra il Premier conte e le Regioni é emerso che dal 18 maggio ogni Regione riaprirà con i suoi tempi e i suoi modi. Il Governo ha propone la riapertura degli stabilimenti balneari (ad eslusione ovviamente dei ristoranti sulla spiaggia che riapriranno con gli altri) il 3 giugno, ma le Regioni potranno anticipare. I confini tra Regioni potrebbero riaprirsi il 3 giugno.

BOZZA DPCM CONTE

Non c’é ancora nulla di ufficiale ma la bozza del nuovo DPCM dice che non sarà più necessario utilizzare il modulo di autocertificazione per spostarsi all’interno della propria Regione di residenza; dovrà invece essere utilizzato per spostarsi da una Regione all’altra, tassativamente per lavoro, salute, necessità e urgenza. Oltre ai congiunti si potranno incontrare anche gli amici, salvo il divieto di assembramenti. Si potrà andare nelle seconde case e si potrà soggiornare purché siano nella stessa regione di residenza. In bar e ristoranti farà la fila con la mascherina. La superficie destinata a ciascun cliente è di 4 metri quadrati. Al ristorante la regola base è la distanza di due metri tra un tavolo e l’altro. Niente più buffet, i menu di carta spariranno a favore dei tablet, e i camerieri indosseranno guanti e mascherina.I negozi dovranno garantire il distanziamento, pulizia e igiene ambientale del locale almeno due volte al giorno. I sistemi per la disinfezione delle mani devono essere disponibili in particolare accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. I clienti e i commessi devono usare le mascherine e sono raccomandati i guanti. I percorsi di entrata e di uscita dovranno essere diversificati e nei locali più piccoli si potrà entrare uno alla volta. Dal parrucchiere si andrà esclusivamente su prenotazione, previo appuntamento on-line o telefonico. Potranno essere aperti anche domenica e lunedì; stesse regole dei saloni di bellezza e parrucchieri. Gli stabilimenti balneari dovranno garantire il rispetto del distanziamento (4,5 metri tra gli ombrellini; 2 tra i lettini). Le piscine degli stabilimenti resteranno chiuse. Si potrà partecipare alle Messa: gli accessi saranno a numero chiuso, mascherine obbligatorie, distanze, distribuzione della comunione con guanti monouso, divieto di ingresso a chi ha una temperatura pari o superiore ai 37,5 gradi.

I DATI COVID DEL 15 MAGGIO

Alle 18 la Protezione civile ci ha aggiornato nuovamente su quelli che sono stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi, ricoverati, con particolare attenzione a quelli che sono in terapia intensiva o sub-intensiva).

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 15 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 223.885 con un incremento rispetto a ieri di 789 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 72.070, con una decrescita di 4.370 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 808 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 47 pazienti rispetto a ieri. 10.792 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 661 pazienti rispetto a ieri. 60.470 persone, pari all’ 84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 242 e portano il totale a 31.610. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 120.205, con un incremento di 4.917 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 27.746 in Lombardia, 11.113 in Piemonte, 6.001 in Emilia-Romagna, 4.439 in Veneto, 3.168 in Toscana, 2.603 in Liguria, 4.088 nel Lazio, 2.795 nelle Marche, 1.736 in Campania, 2.181 in Puglia, 406 nella Provincia autonoma di Trento, 1.760 in Sicilia, 741 in Friuli Venezia Giulia, 1.454 in Abruzzo, 359 nella Provincia autonoma di Bolzano, 90 in Umbria, 461 in Sardegna, 77 in Valle d’Aosta, 505 in Calabria, 227 in Molise e 120 in Basilicata.