Coronavirus in Italia, bollettino del giorno 20 novembre 2020: +37.242 nuovi casi

coronavirus venerdì

Il bollettino del 20 novembre 2020 parlava di 37.242 nuovi casi. 33.957 ricoverati, 3.748 quelli in terapia intensiva; 699 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, venerdì 20 novembre andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA IL 19 NOVEMBRE

Il bollettino del 19 novembre 2020 parlava di 36.176 nuovi casi. 33.610 ricoverati, 3.712quelli in terapia intensiva; 653 decessi.La percentuale positivi/tamponi calava al 14,4.

NUMERI REGIONE PER REGIONE

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, le persone positive nelle Regioni erano: 155.580 in Lombardia, 75.541 nel Lazio, 61.009 in Emilia Romagna, 96.186 in Campania, 54.124 in Toscana, 77.237 in Piemonte, 66.582 in Veneto, 33.581 in Sicilia, 28.500 in Puglia, 11.392 in Sardegna, 17.027 in Liguria, 14.862 in Abruzzo, 11.645 in Friuli Venezia Giulia, 14.856 nelle Marche, 11.385 in Umbria, 8.978 in Calabria, 11.204 a Bolzano, 4.762 in Basilicata, 2.986 a Trento, 2.199 in Molise, 2.035 in Valle d’Aosta.

ARCURI: “NEL 2021 VACCINAZIONE SU LARGA SCALA”

Il  Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, ha dichiarato che la quantità di vaccini sarà crescente nel tempo e nel 2021 si potrà  arrivare alla cosiddetta somministrazione su larga scala. L’auspicio é quello di vaccinare una parte importante della popolazione nel primo semestre o entro il terzo trimestre del 2020 ma non si sa quanti italiani vorranno fare il vaccino, che non sarà obbligatorio. Si sta progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto.

I PARAMETRI DI MONITORAGGIO RESTANO 21

Le Regioni avrebbero concordato con il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, nella riunione di ieri, che i parametri del monitoraggio non cambieranno fino al 3 dicembre. Le Regioni avevano chiesto che i parametri scendessero a 5. Da oggi fino a fine mese ci sarà un tavolo tecnico tra il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, i tecnici dell’istituto, quelli del ministero della Salute e delle Regioni per valutare le ulteriori ponderazioni e proposte delle Regioni in merito. Boccia ha precisato che le Regioni che applicheranno autonomamente delle misure restrittive per i propri territori potranno richiedere  i ristori per le categorie colpite dai provvedimenti. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha definito “seria” la situazione, invitando a non sottovalutrala La pressione sulle strutture sanitarie è ancora molto alta. Non si può assolutamente scambiare qualche primissimo e ancora insufficiente segnale incoraggiante, frutto delle misure adottate nelle ultime settimane, in uno scampato pericolo.

LIGURIA A RISCHIO ZONA ROSSA MA L’RT E’ SCESO SOTTO 1

A rischio zona rossa, secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbero Puglia, Liguria e Basilicata. Scrive sui ocial il Governatore della Liguria, Giovanni Toti: “Una notizia incoraggiante alla fine di questa giornata di lavoro per combattere il virus. Dall’Istituto Superiore di Sanità è arrivato il Report 27, che si riferisce al periodo dal 9 al 15 novembre. Gli indicatori di qualità sono stati valutati positivamente e in Liguria entrambi gli Rt sono pari a 0,9. Report che conferma ancora una volta l’accuratezza dei dati che trasmettiamo a Roma e anche la tendenza di rallentamento della diffusione del Covid, che piano piano sta calando in tutta la nostra regione. Così come sta diminuendo la pressione sui nostri ospedali, che monitoriamo costantemente, dove i letti occupati calano di 51 unità mentre sono stabili le terapie intensive. Numeri che non devono farci abbassare la guardia ma indurci ancora di più a rispettare le regole, per sperare in un parziale ritorno alla normalità nelle prossime settimane. A sottolineare che il passaggio della regione da zona arancione a zona rossa sarebbe totalmente ingiustificabile”.

AL VAGLIO DEL GOVERNO PROPOSTE PER LE FESTIVITA’

Intanto, sono al vaglio del Governo alcune proposte per il prossimo DPCM dedicato alle festività natalizie e di fine anno. Le zone più virtuose anche all’interno di regioni rosse o arancioni potrebbero passare di fascia mentre altre più a rischio potrebbero essere chiuse in anticipo per scongiurare le feste in lockdown. Nelle feste dovrebbero restare ancora chiusi per i circoli e le strutture sportive, le palestre i cinema e i teatri. Per quanto riguarda il cenone, possibile che non si potrà essere più di sei a tavola. Si potrebbero tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per dilatare gli ingressi e favorire comunque il commercio Il limite del coprifuoco, dalle 22 alle 5 in tutta Italia, potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte la sera del 24 dicembre.

SITUAZIONE AL MONDO

Nelle ultime ventiquattro ore in Francia i nuovi casi sono stati 21.150 e i morti 436. Il direttore generale della Sanità francese Jerome Salomon, in una conferenza stampa, ha precisaTo che dqualche giorno l’indice Rt é al di sotto di 1, e questo dimostra un rallentamento della circolazione del virus. l ministro della Salute francese, Olivier Veran, ha rivelato che la salute mentale dei francesi si è fortemente degradata tra fine settembre e inizio novembre: sono aumentate le sindromi depressive. In Gran Bretagna si sono stati registrati 501 contro i 529 el giorno prima e i contagi 22.915 contro i 19.609.

I DATI COVID DEL 20 NOVEMBRE

Alle 17 circa la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi).

Il bollettino del 20 novembre 2020 parlava di 37.242 nuovi casi. 33.957 ricoverati, 3.748 quelli in terapia intensiva; 699 decessi.