Coronavirus in Italia: situazione vaccini e dati del 25 gennaio: +8.560

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coronavirus lunedì

Situazione contagi in Italia del 25 gennaio 2021: garantita la seconda dose di vaccino; slitta di 4 settimane la vaccinazione per gli over 80

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, lunedì 25 gennaio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi. Nell’attesa vediamo cosa é successo nelle ultime ore.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 8.560. I decessi erano 420 e hanno portato il totale a 85.881. Il tasso di positività saliva a 5,9%. 21.424 (+115)  ricoverati con sintomi e 2.421 (+21) in terapia intensiva.  .

Da ieri, sulla base dell’ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, Sardegna e Lombardia sono in zona arancione, così come Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. In zona rossa ora ci soltanto Sicilia e Provincia Autonoma di Bolzano.

A tener banco é la situazione vaccini, dopo i ritardi nella consegna delle dosi da parte di Pfizer. Come annunciato dal Premier Giuseppe Conte, l’Italia adirà le vie legali  “per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale”. Ma concretamente, cosa si rischia a seguito di questo inadempimento?

Il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, ai microfoni di Sky TG24, ha dichiarato che l’Italia ha le scorte di fiale sufficienti a garantire la seconda dose del vaccino Covid a chi ha già ricevuto la prima iniezione, sottolineando però che il ritardo nelle consegne da parte di Pfizer e Astrazeneca ritarderà la campagna vaccinale facendo slittare di qualche settimana o mese l’immunità di gregge. Boccia ha detto che se alla base del ritardo ci sono problemi produttivi, le aziende farmaceutico dovranno spiegare i motivi; ben più grave sarebbe la situazione se i vaccini destinati all’Unione Europea finissero in altri continenti.

Il Presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, intervenuto a Mezz’ora in più, su Rai Tre, ha dichiarato che il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini espone a maggior rischio quei 4 milioni e 400mila over 80 che dovevano essere protetti. Il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza, ha infatti annunciato che la campagna di vaccinazione degli over 80 in Italia non inizierà prima della fine di febbraio o della prima settimana di marzo. Concetto ribadito dal Vice Ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, che ha spiegato che i ritardi delle case farmaceutiche determineranno un ritardo di quattro settimane per gli over 80, potranno essere vaccinati dopo il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa., e di 6-8 settimane. Sileri, intervenuto a Domenica In, ha tenuto a precisare che da oggi le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari.

Franco Locatelli, Presidente del Consiglio superiore di Sanità, ha dichiarato che alla fine di gennaio l’Italia dovrebbe avere a disposizione attorno ai 2,5 milioni di dosi, che servono per garantire sia le prime immunizzazioni sia i richiami. Dopo il picco di 80mila vaccini ora, a causa del taglio delle forniture, la cifra giornaliera di dosi somministrate si aggira attorno alle 20-25.000 dosi. Locatelli ha poi spiegato che si attende per il 29 gennaio il parere di Ema sul vaccino AstraZeneca, che ha comunicato una riduzione della capacità produttiva; anche questo richiederà una rimodulazione della campagna di vaccinazione. Il Commissario all’emergenza Covid e vaccini, Domenico Arcuri, durante l’incontro con le Regioni, cui ha partecipato assieme ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, ha assicurato che  fine marzo l’Italia avrà 15 milioni di dosi di vaccino

Stando all’ultimo aggiornamento del Governo che risale alle 21 di sabato sera, in Italia sono oltre 1.343.880 le dosi di vaccino finora somministrate in Italia; a 71.694 persone è andata anche la seconda dose.

OGGI SI TORNA A SCUOLA IN 5 REGIONI

Oggi riapre la scuola per centinaia di migliaia di studenti, tra scuole medie e superiori, in cinque Regioni. Nel dettaglio tornano in classe 600mila studenti della Lombardia, visto il ritorno della Regione in zona arancione, e, come previsto dalle rispettive ordinanze regionali, Liguria, Marche e Umbria, e delle medie in Campania.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nel mondo sono quasi 99 milioni i contagiati e oltre 2,1 milioni di vittime dall’inizio della pandemia. Nelle ultime ventiquattro ore in Germania si sono registrati altri 12.257 casi e 349morti; in Francia con 23.924 casi. Gli Usa superano i 25 oltre milioni di contagi.

IL BOLLETTINO DEL 24 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 11.629 (13.331 ieri) nuovi casi a fronte di (216.211 ieri) tamponi; il tasso di positività scendeva di mezzo punto al 5,3%. I decessi erano 299. 21.309 (-120)  ricoverati con sintomi e 2.400 (+14) in terapia intensiva. I casi totali erano 2.466.813, gli attualmente positivi 499.278 (+444), i dimessi e i guariti 1.882.074 (+10.885) mentre in isolamento domiciliare si trovano ancora 475.569 persone (+524). Le Regioni con il maggior incremento di casi nelle ultime 24 ore sono Lombardia (+1.375), Emilia-Romagna (+1.208) e Campania (+1.069).

Nel dettaglio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, il numero complessivo dei positivi era di: 69.385 nel Lazio, 62.985 in Campania, 55.070 in Puglia, 53.004 in Lombardia, 51.357 in Emilia Romagna, 47.654 in Sicilia, 45.706 in Veneto, 17.098 in Sardegna, 13.499 a Bolzano, 13.346 in Piemonte, 11.756 in Friuli Venezia Giulia, 10.654 in Abruzzo, 10.405 in Calabria, 8.825 nelle Marche, 8.417 in Toscana, 6.900 in Basilicata, 5.112 in Umbria, 4.612 in Liguria, 2.108 a Trento, 1.082 in Molise, 303 in Valle d’Aosta.