Coronavirus in Italia, aggiornamenti e news del 26 novembre 2020: +29.003 nuovi casi

coronavirus covid-19 giovedì

Il bollettino del 26 novembre 2020 parlava di 29.0033 i nuovi casi. In calo ricoverati e terapie intensive; 822 i decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, giovedì 26 novembre andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile.

Alle ore 17 la Protezione Civile ci ha aggiornato nuovamente su quelli che sonno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi.

I nuovi casi erano 29.003, per un totale di 1.509.875 casi dall’inizio dell’emergenza sanitaria; in aumento rispetto a ieri quando erano stati 25.853,  Complessivamente i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore sono stati 232.711, contro i 230.007 di mercoledì. I  positivi erano 795845 di cui 34.038 (-275, in calo per il secondo giorno consecutivo) ricoverati con sintomi e 3.846 (-2). In aumento  il numero dei decessi, da 822 a 722 per un totale di 52.028 morti ma, come ripetono sempre gli esperti, il dato delle vittime sarà l’ultimo ad abbassarsi. La Regione con più casi positivi su base giornaliera è stata ancora una voltala Lombardia con 5.697 nuovi casi seguita da Veneto con 3.980 casi e Campania con 3.008 nuovi contagi.

Nella giornata di ieri quando i nuovi casi erano stati , in aumento rispetto ai 23.232 di martedì ma con 230.007 tamponi rispetto a188.659. Il rapporto tra positivi e test era sceso all’11,2 %. Le Regioni con incremento maggiore erano state la Lombardia (+5.173), seguita da Piemonte (+2.878) e Campania (+2.815), Veneto (+2.660) ed Emilia-Romagna (+2.130). Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, in ciascuna Regione il numero di persone positive era di: 138.029 in Lombardia,102.148 in Campania, 86.565 nel Lazio, 77.921 in Piemonte, 75.138 in Veneto, 72.526 in Emilia Romagna, 49.280 in Toscana, 38.320 in Sicilia, 34.071 in Puglia, 17.032 in Abruzzo, 16.031 nelle Marche, 14.055 in Liguria, 13.536 in Friuli , Venezia Giulia, 12.697 in Sardegna, 11.600 a Bolzano, 10.264 in Calabria, 9.937 in Umbria, 5.867 in Basilicata, 2.550 in Molise, 2.447 a Trento, 1.683 in Valle d’Aosta.

SITUAZIONE VACCINO

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato che il prossimo 2 dicembre n presenterà in Parlamento il piano strategico sul vaccino anti Covid. Ha detto di avere grandissima fiducia nelle agenzie preposte a verificare la sicurezza dei vaccinin  -in Europa è l’Ema, in Italia l’Aifa-  e, pertanto, di essere certo che il vaccino che verrà reso disponibile sarà efficace e sicuro. A quel punto si dovrà lavorare per costruire una campagna di vaccinazione, tenendo conto che il vaccino non arriverà subito per tutti; si sta pensando di partire dalpersonale sanitario e dalle persone anziane e quelle con più patologie, che rappresentano le categorie che hanno più possibilità di incrociare il virus.  Intanto, la Commissione Ue ha firmato il nuovo contratto per acquistare 80 milioni di dosi dall’azienda farmaceutica Moderna per conto di tutti gli Stati membri, con una opzione che dà la possibilità di aumentare il loro acquisto fino a un totale di 160 milioni di dosi. La consegna del vaccino potrebbe iniziare già nel primo trimestre 2021.

VACANZE DI NATALE

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palma di Maiorca, dopo l’incontro con il premier spagnolo Pedro Sanchez, invita alla cautela in vista delle vacanze di Natale, sottolineando che, se ci dovesse essere la possibilità di andare all’estero, il Governo vuole tutelare gli italiani evitando si possa rientrare senza nessun controllo di tipo sanitario. L’obettivo é quello di arrivare ad un coordinamento europeo. Il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, si è detto invece contrario all’ipotesi di riaprire i confini a dicembre, con piena libertà di spostamenti tra diverse Regioni perché il rischio sarebbe di ritrovarsi a febbraio alle prese con la terza ondata.

IMPIANTI SCIISTICI

Il problema delle piste da sci e la riapertura degli impianti per questa stagione invernale è diventato ormai una questione europea. Il Premier Giuseppe Conte ha sottoposto il caso all’Unione europea e sta insistendo per mantenere chiusi gli impianti almeno fino al 6 gennaio perché non si può pensare di poter vivere delle vacanze natalizie in montagna come negli altri anni. . Dello stesso parere sono anche il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo. In Svizzera impianti sciistici aperti mentre in Austria le stazioni rimarranno chiuse almeno fino al 6 dicembre, ovvero fino alla fine del lockdown; in Germania invece la stagione potrebbe essere soltanto rimandata.

SI PUNTA A RIAPRIRE LA SCUOLA

Il Premier Giuseppe Conte ha dichiarato che la scuola va riaperta appena possibile per non procurare disagi in particolare ai nostri giovani.L’ipotesi è di riaprire il 9 dicembre cioè prima di Natale ma sarà tutt’altro che facile. Perplessità in merito sono state sollevate dall’infettivologo Massimo Galli.

SITUAZIONE NEL MONDO

Nelle ultime ventiquattro ore nel Regno Unito si registravano 696 nuovi morti e 18.213 contagi, il numero più alti di morti in un giorno dal 5 maggio scorso. In Germania i morti erano 410 e i  nuovi contagi 18.633.