Coronavirus in Italia: dati bollettino del 1° febbraio 2021: +7.925 nuovi casi

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coronavirus lunedì

Situazione contagi in Italia del 1° febbraio 2021: zona gialla per 16 regioni in calo nuovi contagi ma su 70mila tamponi in meno

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, lunedì 1° febbraio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 7.925 (11.252 domenica) su 142mila tamponi (213.364 tamponi domenica). I decessi erano 329 e hanno portato il totale a 88.845.

É allarme assembramenti. Nell’ultimo giorno di zona arancione episodi di folla si sono rilevati in molte città. Il Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, intervistato a Che tempo che fa da Fabio Fazio, ha dichiarato che se automaticamente ricominciamo a far finta di niente e assistiamo alle scene di folla perderemo di nuovo il controllo dell’epidemia perché virus circola ancora.

Forte monito é arrivato dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, che ha definito inaccettabili le immagini degli assembramenti nelle città. Ha spiegato che bisogna prevenire, usino i droni, chiudano gli accessi, insomma intervenire.

Per evitare gli assembramenti, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato un’ordinanza che, nonostante il ritorno della Regione in zona gialla,  prevede una serie di divieti in vigore fino al 5 marzo: divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dell’esercizio di vendita e, comunque, nei luoghi dove siano possibili assembramenti; divieto di consumazione al banco nei locali dopo le ore 11.

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, intervenuto a Domenica In su Rai Uno, ha detto che nel nostro Paese servirebbe una zona rossa adeguatamente rispettata; una soluzione già adottata in altri Paesi e che ha permesso di tornare a una vita praticamente normale. Secondo Ricciardi la scorsa estate é stata sottovalutata la capacità del virus di tornare, e non sono stati fatti investimenti sulle scuole, sui trasporti, sprecando tutto il lavoro fatto prima. La gente a lungo andare si stanca e i politici non hanno spiegato che le misure restrittive sono necessarie anche per l’economia e che sarebbe stato meglio chiudere tutto per un periodo limitato, altrimenti si rischia di aprire e chiudere. La zona gialla, come è stata interpretata è una specie di liberi tutti, la gente si prende giustamente tutti gli spazi che la legge consente.

16 REGIONI DA OGGI IN ZONA GIALLA

In area arancione ci sono solo Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla. Ciò significa che sulla maggior parte del territorio nazionale bar e ristoranti possono offrire la consumazione al pubblico dalle 5 alle 18; dopo le 18 possono restare aperti per l’asporto solo gli esercizi dotati di una cucina. Sempre consentita la consegna a domicilio. Riaprono anche i musei, solo nei giorni feriali. É possibile uscire dal proprio Comune senza autocertificazione, ma fino al 15 febbraio non è permesso spostarsi in un’altra Regione. È possibile raggiungere seconde case fuori regione, ma solo se di proprietà o in affitto e solo insieme al proprio nucleo familiare. Resta in vigore ovunque il coprifuoco dalle 22 alle 5. Le visite a parenti e amici sono consentite, all’interno della propria Regione, massimo una volta al giorno spostandosi al massimo in due persone, fatta eccezione per i minori di 14 anni e conviventi disabili/non autosufficienti. Restano chiusi palestre, piscine, cinema, teatri; e sospesi congressi, fiere e manifestazioni.

ASTRA ZENECA FORNIRA’ 9 MILIONI DI DOSI NEL 1° TRIMESTRE

Il Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, su Twitter, ha annunciato che l’AstraZeneca fornirà 9 milioni di dosi aggiuntive nel primo trimestre per un totale di 40 milioni di dosi e che inizieranno le consegne una settimana prima del previsto”. Intanto, all’aeroporto militare di Pratica di Mare sono arrivate le 66.000 dosi del vaccino Moderna inizialmente in programma questa settimana: ora le fiale di vaccino saranno distribuite dall’esercito nelle varie Regioni che potranno iniziare a somministrarle.

Secondo il report del Commissario straordinario Domenico Arcuri sono 1.903.334 le dosi di vaccino contro il Covid-19 finora somministrate in Italia, l’81,9% del totale delle 2.324.985 dosi consegnate. La somministrazione ha riguardato 1.194.362 donne e 708.972 uomini. Le persone che hanno già ricevuto anche la seconda dose sono 564.490. Le dosi sono state somministrate a 1.355.688 operatori sanitari, 349.934 unità di personale non sanitario, 183.050 ospiti di strutture residenziali e 14.663 over 80.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nel mondo sono 101 milioni di casi e quasi 1,2 milioni di morti. Nelle ultime ventiquattro ore nel Regno Unito si sono registrati 21.088 casi e 587 morti; in Francia i nuovi casi accertati sono stati 19.235 e i decessi 195 decessi.

IL BOLLETTINO DEL 31 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 11.252 (12.715 sabato) su 213.364 tamponi (298.010 sabato). 20.096 (-202) ricoverati con sintomi e 2.215 (-3) in terapia intensiva. I decessi erano 237 e hanno portato il totale a 88.516. Le persone in isolamento domiciliare 431.657 (-9.379) mentre gli attualmente positivi 453.968 (-9.384) e i dimessi e guariti 2.010.548 (+20.396)

Nel dettaglio, gli attualmente positivi erano: 63.201 nel Lazio, 62.422 in Campania, 52.744 in Puglia, 51.077 in Lombardia, 46.868 in Emilia Romagna, 42.289 in Sicilia, 33.945 in Veneto, 15.980 in Sardegna, 12.312 in Piemonte, 11.333 in Friuli Venezia Giulia, 10.487 in Abruzzo, 9.258 nelle Marche, 9.175 in Toscana, 8.909 in Calabria, 5.629 in Umbria, 5.424 in Basilicata, 4.618 a Bolzano, 4.436 in Liguria, 2.469 a Trento, 1.159 in Molise, 233 in Valle d’Aosta.