Coronavirus in Italia, dati del giorno 2 maggio 2020: +1.900 nuovi casi

covid sabato

Il bollettino del  2 maggio 2020 ci parla di 1.900 nuovi casi, di un calo dei rivoverati e nelle terapie intensive e di 474 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, sabato 2 maggio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA IL 1° MAGGIO

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 30 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus é stato di 207.428, con un incremento rispetto a ieri di 1.965 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi era di 100.943, con una decrescita di 608 assistiti. Tra gli attualmente positivi 1.578 erano in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 116 pazienti. 17.569 persone erano ricoverate con sintomi, con un decremento di 580 pazienti. 81.796 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, erano in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti sono stati 269 e hanno portato il totale a 28.236. Il numero complessivo dei dimessi e guariti é salito invece a 78.249, con un incremento di 2.304 persone rispetto a ieri.

STATISTICHE PER REGIONE

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.473 in Lombardia, 15.562 in Piemonte, 9.484 in Emilia-Romagna, 7.779 in Veneto, 5.373 in Toscana, 3.518 in Liguria, 4.446 nel Lazio, 3.211 nelle Marche, 2.753 in Campania, 1.293 nella Provincia autonoma di Trento,2.947 in Puglia, 2.171 inSicilia, 1.115 in Friuli Venezia Giulia, 1.911 in Abruzzo, 757 nella Provincia autonoma di Bolzano, 204 in Umbria, 744 in Sardegna, 92 inValle d’Aosta, 727 in Calabria, 193 inBasilicata e 190 in Molise.

ORIGINE DEL VIRUS

Al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva supposto che il Coronavirus fosse stato originato in un laboratorio di Wuhan, l’Oms ha risposto che non ci sono dubbi sull’origine naturale del virus.  Appurata la natura, resta comprendere come sia stata possibile la trasmissione da animale a uomo.

REMSEDIVIR

Nella giornata del 30 aprile gli infettivologi avevano affermato che il Remdesivir, il farmaco antivirale utilizzato per contrastare l’Ebola, è capace di accelerare del 30 percento la guarigione dei pazienti con COVID. Ieri il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha autorizzato l’utilizzo del Remdesivir sui pazienti affetti da Coronavirus. Appresa la notizia, Matteo Bassetti, Direttore del Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, ha cos commentao sui social: “FDA ha approvato Remdesivir per l’utilizzo nel Covid. Ora aspettiamo la stessa procedura da parte del corrispettivo ente europeo, l’EMA. Noi al Policlinico San Martino ci avevano visto lungo…ora si può capire perché ci eravamo rammaricati di non poterlo più usare”.

CONTE CHIEDE SCUSA

Il Premier, Giuseppe Conte, in occasione della Festa del lavoroha pubblicato un lungo post sulla pagina ufficiale Facebook, chiedeno anche susa per i titardi dei pagamenti da parte dell’Inps. “Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio -scrive Conte– Molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali. Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti. Ho letto alcune vostre lettere, ho provato a vestire i vostri panni e ne ho avvertito tutto il peso […] Lo Stato, così come tutti i lavoratori, non ha mai trovato di fronte a sé una minaccia sanitaria ed economica come questa. Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni. Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni: ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto. È ai dettagli un nuovo provvedimento con aiuti e misure per la ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti. Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo”.

ARCURI SU FASE 2

Nel punto stampa della Protezine Civile,  il Commissario Domenic Arcuri, in vista dell’inizio della  fase 2 ha ricordato che dobbiamo essere consapevoli che inizia una sfida ancora più difficile. La relativa libertà che ognuno di noi sta per guadagnare deve essere governata in funzione della salute di tutti noi. Dovremo immaginare uno scambio ragionevole tra la libertà relativa e la salute assoluta, tra ognuno e tutti. Finora abbiamo sono stati fatti da parte di tutti moltissimi sacrifici, e dobbiamo essere riconoscenti a tutti gli italiani. Da lunedì servirà ulteriore responsabilità. “Inizia il secondo tempo di una partita che non sappiamo quanto durerà e come finirà”. Arcuri si é raccomandato di mantenere il distanziamento sociale, massima igiene personale, mascherine; di non abbassare la guardia e di ricordareche il virus si diffonde solo tramite contagio, e il contagio avviene se una persona ne contagia un’altra.

ARCURI SU MASCHERINE

Arcuri ha dichiarato che da lunedì 4 maggio gli italiani troveranno mascherine chirurgiche a 0.50 euro, al netto dell’Iva, in 50mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti. Da metà del mese diventeranno 100mila, uno ogni 600 abitanti. Queto grazie agli accordi con “armacie, parafarmacie, Confcommercio, Federdistribuzione, e in particolare la Coop che ha deciso di non chiedere il ristoro ma di mettere sul mercato i dispositivi che ha acquistato al prezzo fissato anche se il costo d’acquisto è stato più alto. Tutti gli italiani che lo vorranno avranno 50mila luoghi per acquistare questo dispositivo a 50 centesimi. Con l’Associazione tabaccai si conta di sottoscrivere un uguale accordo, hanno altri 50mila punti vendita. Tutto questo nell’esclusivo interesse dei cittadini, anche di quelli che non sono d’accordo. Nessuno avrà a rimetterci. É stato fissato un meccanismo per ristorare i singoli produttori e i singoli distributori, consapevoli che la salute e la protezione individuale non ha prezzo, su di essa non si specula. Tutti guadagneranno il giusto. “La speculazione è finita – ha detto Arcuri – speriamo che presto non servirà neanche più la fissazione del tetto massimo”. Confida che Governo e Parlamento definiscano anche l’aspetto sanzionatorio per chi non vende le mascherine al prezzo stabilito.

TEST SIEROLOGICI

Da lunedì partiranno anche i test sierologici. Inizierà cosi’ l’indagine campionaria cui verranno sottoposti i primi 150mila italiani del campione definito da Istat e Inail. Sono stati acquistati inoltre altri 5 milioni di tamponi che si aggiungeranno ai 3,5 milioni di tamponi e provette già inviati alle regioni. I risultati saranno anonimi, nella piena tutela della legge sulla privacy.

PRECISAZIONI DEL GOVERNO SU DPCM 26 APRILE

Il Governo, alla sezione FAQ del sito uficiale ha dato alcune precisazioni sul DPCM 26 aprile. In particolare gli spostamenti saranno ammessi, entro i confini regionali, solo per casi di lavoro, necessità e saluto e per visite e congiunti. No per viitare gli amici. Spiegazioni anche per la definizione“congiunti”, che tanto ha fatto parlare in questi giorni.  Può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile. Alla luce di questi riferimenti, deve ritenersi che i “congiunti” cui fa riferimento il DPCM ricomprendano: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

ACCORDO PER LA CELEBAZIONE DELLE MESSE CON IL POPOLO

In linea di massima é stata raggiunto un accordo tra Stato e CEI per la definizione di un accoro che consenta la celebrazione delle Messe in presenza di fedeli.

I DATI COVID DEL 2 MAGGIO

Alle 18  la Protezione civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi, ricoverati, con particolare attenzione a quelli che sono in terapia intensiva o sub-intensiva).

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 2 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 209.328, con un incremento rispetto a ieri di 1.900 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 100.704, con una decrescita di 239 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.539 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 39 pazienti rispetto a ieri. 17.357 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 212 pazienti rispetto a ieri. 81.808 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 474 e portano il totale a 28.710. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 79.914, con un incremento di 1.665 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.667 in Lombardia, 15.719 in Piemonte, 9.323 in Emilia-Romagna, 7.431 in Veneto, 5.365 in Toscana, 3.598 in Liguria, 4.452 nel Lazio, 3.205 nelle Marche, 2.721 in Campania, 1.282 nella Provincia autonoma di Trento, 2.954 in Puglia, 2.186 in Sicilia, 1.109 in Friuli Venezia Giulia, 1.879 in Abruzzo, 703 nella Provincia autonoma di Bolzano, 196 in Umbria, 730 in Sardegna, 98 in Valle d’Aosta, 713 in Calabria, 191 in Basilicata e 182 in Molise.