Coronavirus oggi in Italia: bollettino del 15 febbraio 2021: +11.068 nuovi casi

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coronavirus lunedì

Ricciardi consiglierà al Ministro della Salute un lockdown totale breve. Intanto gli impianti sciistisci non riapriranno fino al 5 marzo

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, lunedì 15 febbraio 2021 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile.

Nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati 11.068 i nuovi casi e 258 morti, cifra che porta il totale a 93.825. Sono stati 93.825 i test (tamponi molecolari e antigenici rapidi), ieri erano stati  205.642. Il tasso di positività sale al 4,1%, Restano positivi, però, 402.783 cittadini: di questi, 18515( ieri 18.449) sono ricoverati con sintomi, 2.089(+4) si trovano in terapia intensiva.

Da ieri tutta l’Italia é in zona gialla, fatta eccezione per Toscana, Abruzzo, Provincia autonoma di Trento e Liguria e Umbria che sono zone arancioni. All’interno di queste zone arancioni ci sono poi, alcune zone rosse istituite dai rispettivi Governatori laddove si é registrato un forte incremento di casi dovuto alle varianti Covid. Nello specifico sono zona rossa il comune di Chiusi in Toscana,  la provincia di Perugia e sei piccoli comuni del Ternano in Umbria, le province di Pescara e Chieti. In lockdown duro c’é anche la Provincia Autonoma di Bolzano.

ALLARME VARIANTI

Le varianti preoccupano. Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, ha dichiarato all’Ansa che é urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2. Ha detto che consiglierà a Ministro Speranza di istituire necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata. Ricciardi ha aggiunto che é evidente  che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno.

Anche Pierpaolo Sileri, vice Ministro della Salute, ha dichiarato di ritenere necessarie misure rigide per arginare la diffusione del coronavirus nelle aree in cui vengono individuate le varianti perché, purtroppo, alcune di esse creano problemi: soprattutto quella sudafricana che sembrerebbe  resistente ai vaccini. Servono chiusure laddove ci sono queste varianti, almeno all’inizio, per congelare la situazione e studiarla meglio; se poi ci sono focolai occorre chiudere immediatamente.

D’accordo per un  lockdown totale per due settimane, perché consentirebbe di abbassare la curva dei contagi ed eviterebbe di essere costantemente in una situazione altalenante, é anche Nino Caltabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. L’obiettivo sarebbe quello di far circolare il virus meno possibile e non abbassare il carico sugli ospedali.

SITUAZIONE VACCINI

Sileri invece, ai microfoni di La7, assicurato che il vaccino AstraZeneca funziona anche sulla variante inglese, i numeri mostrano buonissima efficacia già con prima dose.

Stando al report del Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, aggiornato alle 19 di ieri, sono state somministrate 2.986.864 di dosi di vaccino contro il Covid-19. Si tratta dell’81,8% del totale di quelle consegnate. Le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi sono 1.281.768.

IMPIANTI SCIISTICI CHIUSI FINO AL 5 MARZO

Alla vigilia della riapertura degli impianti sciistici il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, quando scadrà l’ultimo Dpcm del Conte bis. Il giorno dopo Palazzo Chigi ha tenuto a precisare che la decisione di rinviare l’apertura degli impianti da sci è stata condivisa dal governo e dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Forti le reazioni dei Governatori interessati. Il Presidente dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ha detto di non poter non esprimere stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza per domani. Solo una settimana fa il Comitato Tecnico Scientifico aveva autorizzato la riapertura di queste attività in zona gialla attraverso linee guida molto  formulate dalle Regioni in accordo coi gestori e secondo le indicazioni dei tecnici. Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha detto che si tratta di una decisione dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Fontana ha aggiunto che ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di settimana in settimana sia devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini. Luca Zaia, Governatore del Veneto, ha dichiarato di prendere atto della ordinanza del ministro Speranza che fa slittare la chiusura impianti sci fino al 5 marzo. Un provvedimento che mette in crisi gli impiantisti anche se é innegabile che la salute dei cittadini viene prima di tutto.

A Piana di Vigezzo, località in alta Ossola, con circa 20 chilometri di piste, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti nonostante la proroga dello stop.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Secondo l’Oms, nelle ultime ventiquattro ore sono stati 410.876 i nuovi casi registrati nel mondo. Il Paese che ha fatto segnare il maggior incremento giornaliero sono ancora gli Stati Uniti, seguono il Brasile e la Francia. L’Italia é al sesto posto.

IL BOLLETTINO DEL 14 FEBBRAIO

Nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati 11.068 i nuovi casi e 221 morti, cifra che porta il totale a 93.577. Sono stati 205.642 i test (tamponi molecolari e antigenici rapidi), ieri erano stati  290.534. Il tasso di positività sale al 5,3%, Restano positivi, però, 402.783 cittadini: di questi, 18.449 sono ricoverati con sintomi (ieri erano 18.500), 2.085 si trovano in terapia intensiva (ieri erano 2.062) e 382.249 sono sottoposti a isolamento domiciliare.

Nel dettaglio gli attuali positivi sono: 68.994 in Campania, 50.617 in Lombardia, 41.654 in Puglia, 39.589 nel Lazio, 37.920 in Emilia Romagna, 34.866 in Sicilia, 24.814 in Veneto, 14.002 in Sardegna, 12.361 in Piemonte, 12.165 in Toscana, 11.648 in Abruzzo, 9.771 in Friuli Venezia Giulia, 8.358 a Bolzano, 8.166 in Umbria, 8.130 nelle Marche, 6.752 in Calabria, 5.015 in Liguria, 3.450 in Basilicata, 2.789 a Trento, 1.585 in Molise, 137 in Valle d’Aosta.