Coronavirus, in Parlamento la Meloni attacca Conte e il Governo

Meloni in Parlamento “Dovremo convivivere per anni con questo virus ma non dobbiamo sacrificare le nostre aziende

ROMA – Intervento determinato in Parlamento di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che, nonostante qualche interferanza, é riuscita a trattare i vari argomenti: dall’accentramento di poteri del Governo, al desiderio di visibilità del Presidente del Consiglio.

Il Premier ha fatto una conferenza stampa, poi ha reso noto il DPCM e infine, con calma, è venuto a informare il Parlamento di queste sue insindacabili decisioni. Ciò non è più tollerabile -ha esordito la Meloni- Lo abbiamo consentito all’inizio, gli abbiamo dato una mano, ma sono passati tre mesi dallo stato di emergenza, due dal primo decreto che entrava nelle libertà delle persone e non c’è alcuna ragione per continuare con questi metodi, se non per accrescere la propria visibilità”.

Secondo la Meloni “Con le conferenze il Governo comunica quali sono i diritti degli italiani, che sono costretti a sentirle perché sono l’unico modo per sapere cosa si può o non si può fare. Fa fede il DPCM, non più la Costituzione. Conte dice nomi e cognomi come se fossimo al Grande Fratello, ma non siamo in un reality. L’Italia non è un reality show e non consentiremo che lo diventi”. 

Il Premier non ha mai pensato alle elezioni, ma i pieni poteri li chiede lo stesso. Come siamo arrivati a questo punto? Il governo interpreta in maniera estensiva il primo decreto e in particolare le ulteriori misure di contenimento; quattro parole che consentono all’Italia di sospendere la Costituzione. È un insulto al Parlamento e allo Stato di diritto che quest’Aula deve garantire e difendere. Il Pralmento si dovrà occupare delle norme che limitano la libertà dei cittadini”.

Noi continueremo a fare proposte, anche se tutte le nostre sono state buttate nel cestino da quello stesso Governo che parla in televisionie di disponibilità. Vorremmo discutere qui la fase 2 perchè abbiamo le idee chiare. Ci defniscono irresponsabili ma lo dissero anche tra aperitivi a Milano dopo che avevamo chiesto di chiudere tutto. Per gli altri siamo gli irresponsabili ma in realta noi siamo responsabili.

I dati dicono che il virus é molto pericoloso per gli over 60, letale sopra i 70; che ci sono province dove la letalità é più alta e oggi non ha senso trattare la Basilicata alla stregua delle regioni più colpite. Per noi é sbagliato aprire per settori: un ristorante che ha un giardino grande può essere più sicuro di un ufficio chiuso. Assumiamoci la responsabilità di stabilire protocolli, provincia per provincia, attività per attività –ha concluso la Meloni– Dovremo convivivere per anni con questo virus ma non dobbiamo sacrificare le nostre aziende”.