Coronavirus, Rifondazione Comunista: “Sindacati dichiarino lo sciopero generale, fermare tutte le attività non indispensabili”

ROMA – “E’ molto grave che il governo, subendo le pressioni del padronato, non abbia deciso di sospendere le attività lavorative in tutti i settori non indispensabili. La salute si ferma davanti ai cancelli di fabbriche e aziende. E’ una scelta sbagliata e incoerente che trasforma milioni di lavoratrici e lavoratori in involontari veicoli del contagio ponendo i profitti delle imprese al di sopra del diritto alla salute”. Così Maurizio Acerbo (foto), segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra Europea.

“Tutti sanno – prosegue la nota – che nella maggior parte dei luoghi di lavoro in questi giorni non sono state garantite le precauzioni che sarebbero indispensabili e che non vi è stata alcuna iniziativa significativa di governo e regioni per attivare la medicina del lavoro e i controlli in maniera sistematica”.

Rifondazione Comunista esprime “il massimo sostegno agli scioperi che le RSU stanno promuovendo in tutta Italia per richiedere il fermo, dalla Electrolux di Susegana (TV) a Fincantieri di Muggiano. Invitiamo le RSU in tutto il paese a seguire l’esempio. Se non ci pensa il governo, i lavoratori si difendano da soli come hanno fatto tante volte nella lunga storia del movimento operaio italiano”.

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea invita i sindacati a “indire lo sciopero generale in tutti i settori non strettamente indispensabili alla vita dei cittadini e alla lotta contro il coronavirus. Il governo garantisca cassa integrazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori e un reddito di quarantena alle partite IVA. Che il governo non chiuda le fabbriche e gli uffici è una follia omicida che aiuterà il virus a diffondersi. L’inciucio tra governo e Lega Nord è basato sul cedimento alle folli posizioni degli industriali che guardano ai loro profitti e non alla salute di chi lavora e alla lotta contro il contagio. Lavoratrici e lavoratori scioperando contro il contagio difendono l’interesse generale del paese e un diritto sancito dalla Costituzione. Prima la salute, poi i profitti!”.