Coronavirus, Trump: “Italia duramente colpita, ha bisogno di ventilatori”

WASHINGTON – “Se non avessimo chiuso, se avessimo continuato business as usual avremmo rischiato 2,2 milioni di morti”. Lo ha detto Donald Trump in un collegamento telefonico con ‘Fox and Friends’. “Abbiamo la migliore economia di sempre – ha scandito il presidente Usa – ma a un certo punto ci hanno detto, guardate c’è un virus e abbiamo dovuto chiudere”.

Quindi Trump ha minimizzato sui numeri attuali dei contagi. “Stiamo testando centinaia di migliaia di persone, facciamo più test di tutti gli altri Paesi per questo abbiamo più casi”, ha affermato sostenendo anche che i test americani “sono migliori degli altri”. “Abbiamo un tasso di mortalità molto basso rispetto agli altri Paesi”, ha detto ancora il presidente che più volte ha definito la lotta contro un virus come “una guerra contro un nemico invisibile”, dicendosi fiducioso nella vittoria. E accusando le passate amministrazioni di avergli lasciato un sistema “fallimentare” e costringendolo quindi a iniziare questa battaglia “senza munizioni”.

Il presidente Usa ha quindi annunciato che oggi telefonerà a Vladimir Putin per parlare dell’emergenza coronavirus, di energia ed anche di “rapporti commerciali”. “E’ importante andare d’accordo con i russi, lo dicevo anche durante la campagna elettorale, è con altri Paesi che abbiamo i problemi”, ha detto il presidente attaccando quello che definisce il “nonsense di Russia, Russia, Russia, che si è rivelato falso e ci ha impedito di andare d’accordo con altri Paesi”. Alla domanda se pensa che Putin solleverà la questione delle sanzioni, Trump ha detto “probabilmente sì”, ma poi ha affermato di essere stato lui “il più severo di tutti” sul fronte delle sanzioni alla Russia.

Quanto all’emergenza in Europa, “l’Italia ha bisogno di ventilatori polmonari, la Spagna ha bisogno di ventilatori, e questi due Paesi sono stati colpiti duramente”, ha ricordato sottolineando che “tutto il mondo ha bisogno di ventilatori” e che gli Stati Uniti hanno rafforzato la produzione. E anche Boris Johnson, dopo che è stato reso noto che è positivo al coronavirus, la prima cosa che gli ha detto al telefono è stata: “Abbiamo bisogno di ventilatori polmonari”.