Le sigle A1 e R1, nell’alpinismo, indicano rispettivamente il grado di difficoltà dell’arrampicata in artificiale e il parametro di rischio. Hybrid Iter è il concept con cui il 9 gennaio, presso la Fondazione Sozzani, racconterà la collezione attraverso un’ istallazione unica. Un paradigma nel tessuto urbano: frammenti di montagna, fusi con sinestesie digitali.
Un sentiero di montagna in una location urbana, apparentemente fuori posto, per creare un’esperienza ibrida dove natura, metropoli e digitale si fondono in un equilibrio delicato e affascinante.
AI R1 25 rappresenta un passo avanti rispetto alla precedente collezione A0 24 Moderate, i capi sono infatti complementari alla collezione, con cui il designer campano ha esordito a Pitti, offrendo la possibilità di creare stratificazioni e combinazioni.
Questa collezione è stata concepita e progettata per affrontare tutte le stagionalità e adattarsi a diverse condizioni climatiche in varie parti del nostro pianeta.
Per la selezione dei tessuti, Domenico Orefice ha scelto di affidarsi all’azienda italiana Gruppo Cinque. La gamma comprende un mix di cotone, nylon e tessuti con diverse grammature, contribuendo così a creare un guardaroba variegato. Alcuni materiali presentano membrane che offrono protezione dal freddo e, contemporaneamente, sono traspiranti.
Tra i tessuti utilizzati, il tessuto crispy è ancora presente. Grazie alla sua percentuale di metallo, che questa stagione è al 9% anziché al 20%, garantisce un maggiore comfort e crea un effetto “corteccia” avvolgente sulla pelle.
La fusione tra sartoriale e sportswear continua a essere evidente, mantenendo costante la visione e l’estetica distintiva del brand.
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