Le due organizzazioni condividono i principi delle due proposte quali semplificazione, chiarezza normativa, rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo, sostenibilità, innovazione e prossimità e rilevano che la riforma deve garantire certezza delle regole, tempi rapidi e riduzione del contenzioso.
CNA e Confartigianato auspicano che le due proposte confluiscano in un unico testo e indicano la necessità di definire una chiara ripartizione di competenze tra governo centrale e territori scongiurando frammentazioni e conflitti di competenza (oggi esistono oltre 8mila regolamenti edilizi comunali con regole diverse).
Nell’ambito della riforma le due organizzazioni ribadiscono l’esigenza di garantire qualità degli interventi, sicurezza nei cantieri e legalità diffusa. Infine, il riordino normativo deve sancire il principio di proporzionalità degli oneri amministrativi distinguendo con chiarezza tra grandi opere e interventi minori, prevedendo, per quest’ultimi, procedure snelle e digitalizzate, basate su autocertificazioni e controlli ex post, assicurando tracciabilità delle attività e tutela dell’interesse pubblico.
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