Musica

Venditti a Domenica In: “I social? Li utilizzo poco e scrivendo, ho tolto l’immagine”

ph. Roberto Panucci

ROMA – Ospite ieri a Domenica In su Rai1, Antonello Venditti si è raccontato a Mara Venier in una lunga intervista, ripercorrendo i momenti più importanti della sua carriera, tra successi e vita privata: “Sono emozionato, in generale ho uno strano rapporto con la televisione, non mi piace perché è apparenza”, ha esordito il cantautore, “Questa è una televisione diversa, che ha lo spazio e il tempo necessario per dire due parole, esprimere concetti, ritrovarsi e comunicare.” A proposito del suo ‘Daje’, nuovo album live e tour, ha spiegato: “Vuol dire forza e coraggio, quello che ci vuole per vivere il nostro tempo, insieme a un po’ di sale in zucca che non passi per i social. Tanto è vero che io ho cominciato a utilizzarli poco e soprattutto non con le immagini, ma con la parola. Mi sono tolto dall’immagine e comunico scrivendo, cosa che è molto apprezzata.”

Venditti ha sottolineato l’importanza di aver incontrato amici veri anche nel suo cammino artistico, da Fellini a Lucio Dalla: “L’amicizia è vicina all’amore, è una cosa che si sceglie, e io ne ho trovati diversi di amici nel mio percorso di vita e devo ringraziarli. Ad esempio, nel caso della musica ho trovato non solo Francesco De Gregori, ma anche Lucio che mi ha salvato la vita, ‘vera’”, ha raccontato. “Parliamo di una malattia profonda che coinvolge un po’ tutti nel nostro tempo, che è la depressione. L’amico c’è non per gratificarti ma per darti dei consigli, e ti prende per mano. Ad esempio, Lucio ha capito, proprio nel momento più importante e di successo della mia vita, che io stavo male. L’amico capisce che c’è qualcosa in te che va oltre le apparenze, va dentro il tuo profondo. Io ho dato retta a Lucio che mi ha detto di andare via da Roma: a me che sono nato a Roma, che più romano di me non c’è nessuno. E mi ha portato a Carimate. L’amico c’è perché ti dà una mano”.

“Io ho un grande tormento che mi ha fatto scrivere una canzone per un mio amico che è Agostino Di Bartolomei”, ha aggiunto ricordando l’ex capitano giallorosso morto suicida il 30 maggio del 1994, “e io penso che delle volte una telefonata può salvarti la vita. Se quel mattino sciagurato lui non avesse avuto una pistola, e se in quell’attimo gli avessi telefonato lui probabilmente mi avrebbe risposto e quella pistola sarebbe andata via. A volte il suicidio è un attimo, un momento, non la voglia di farla finita con il mondo, e tu ci devi stare in quell’attimo”.

“L’amicizia è un super amore, sta sopra”, ha proseguito, e a proposito del suo rapporto con Mara Venier ha rivelato sorridendo: “Ero il suo consulente di coppia, c’è stato un periodo in cui io, conoscendo gli uomini, sapevo più o meno valutare se erano adatti a lei e ne ho fatti secchi parecchi. Lei li portava da me e io gli facevo pelo e contropelo, uno me lo ricordo è andato al bagno molto lontano e dopo si è trovato fuori dalla porta”.

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Redazione L'Opinionista

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