Quest’anno Emma Nolde è finalista con “Quello che deve essere sarà” come Migliore Canzone singola: il brano è una riflessione lucida di chi, attraversando i propri vent’anni, si interroga su quale traiettoria voler dare alla propria vita, scansando l’inganno di dover fare per sempre fede a quelle idee che col tempo abbiamo elevato ad assiomi assoluti. In fin dei conti, la cosa più bella e complessa da realizzare è riuscire ad accettare l’imprevedibilità di ciò che ci accade.
Francamente è invece finalista con il suo album d’esordio “BITTE LEBEN” nella categoria Miglior Album Opera Prima. Il disco della cantautrice è composto da nove canzoni incorniciate da un intro e un outro che riassumono con efficacia l’anima del disco, evidente fin dal titolo BITTE LEBEN (letteralmente “per favore, vita!” e inteso come “per favore vivi”): testi evocativi e sinceri, che partono da esperienze, ricordi ed emozioni personali per poi espandersi attraverso immagini suggestive e riflessioni profonde e universali, si fondono a un pop elegante e poetico, dal sound a tratti più introspettivo e altre volte più esplosivo e “danzereccio” e capace di lasciarsi sporcare da altri mondi sonori.
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