Cultura

Federico Montoli: tra luce e oscurità, il suo romanzo

Con “Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro”, disponibile anche in edizione limitata, Federico Montoli firma un romanzo fantasy che intreccia spiritualità, fantascienza e introspezione psicologica. Ambientata in una misteriosa clinica sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti, la storia segue il percorso di tre protagonisti guidati dagli Sciamani gemelli Iaiman e Iantman, incarnazioni del Bene e del Male. Un viaggio tra memoria, identità e consapevolezza che conferma la vocazione dell’autore del Varesotto a esplorare le grandi domande dell’esistenza attraverso la narrativa fantastica.

In un tempo liquido tu restituisci a questo romanzo anche un’edizione limitata… raccontaci…. Cosa cambia dalla versione ufficiale?

Cambia essenzialmente la grafica esterna che esalta i poteri dello sciamano contenuti nel braccialetto, non ci sono variazioni interne alla struttura.

Siamo nel fantasy… ma quanta concretezza hai utilizzato per dare una ragione plausibile a questo romanzo?

Volevo che fosse un racconto più plausibile possibile, descrivendo la quotidianità più semplice, le normali caratteristiche dei personaggi che ognuno di noi può avere, ma che non impediscono loro alla fine della loro esperienza di diventare degli eroi, ponendo l’accento su di una normalità che può diventare in qualunque istante eccezionalità. Siamo tutti esseri normali, ma ognuno di noi ha il potenziale per diventare molto di più, sono cose che accadono quotidianamente. Volevo che questo messaggio fosse riconoscibile.

E parlando di spiritualità? Che rapporto hai con la fede? E come interviene a condire il libro?

La fede fa parte della nostra cultura, fa parte di ognuno di noi, almeno parlando di certe generazioni. Oggi è poco valutata, si crede poco in quelle guide che hanno forgiato nel bene la coscienza di molti, e forse è per questo che c’è una forte presenza di debolezza sociale, perché non siamo più educati a rendere giustizia a chi ci ha dato una guida. Il concetto di bene e male una volta era molto più chiaro, oggi invece è parecchio travisato. Nel libro gli sciamani vengono rappresentati come due facce della stessa identità, due gemelli. Inizialmente sono educati tutti e due a portare il bene, ma poi uno dei due si allontana dalla sua missione, dimenticando gli insegnamenti ricevuti. I protagonisti compiono un atto di fede accogliendo completamente il volere dello Sciamano Chiaro. La fede in una verità superiore è il fulcro della storia.

Però in generale penso che questo romanzo unisce fantasy, fantascienza ed esoterismo senza appartenere completamente a nessuno di questi mondi. Ti interessava proprio l’idea di stare in una zona indefinibile?

Volevo che fossero più i personaggi ad essere esaltati piuttosto che il genere, di questi generi è già stato scritto di tutto, non volevo essere ripetitivo.

Anche il confine tra vita e morte perde un poco di senso… o sbaglio? Ovvero perde quel ruolo che determina e che condiziona… dicci la tua…

Si ritorna nel discorso della fede, dove vita e morte hanno importanze ben definite. La morte è un’altra forma di vita, per chi ha fede. Per chi non crede in niente la morte è solo la fine di tutto.

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Pubblicato da
Redazione L'Opinionista
Argomenti: Intervistelibri

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