Secondo Fedriga è “grave” che “in questi anni è mancato un monitoraggio sulle differenze fra i servizi minimi offerti ai cittadini, dai trasporti al sociale, nelle diverse regioni d’Italia. L’Autonomia può spingere questo processo, può offrire livelli virtuosi a tutti”. “Io credo che nelle Regioni del Sud l’Autonomia sia un bene e rappresenti l’occasione per dimostrare quanto siano virtuose. Lo abbiamo visto anche durante la pandemia – spiega il presidente della Conferenza delle Regioni – La novella per cui il Mezzogiorno non sarebbe all’altezza di una riforma in senso autonomista è umiliante per il Sud stesso e soprattutto non vera”.
Quanto al premierato, “a me piace molto. È un progetto con cui si sceglie il governatore d’Italia – aggiunge Fedriga – Quando si è fatta la legge sull’elezione diretta dei presidenti di Regioni, si pensava proprio a una sperimentazione per le Politiche. Le Regioni sono forti non perché siamo un manipolo di geni ma perché abbiamo stabilità e possiamo programmare. Nei tavoli internazionali i leader degli altri Paesi ogni volta si girano e si chiedono: chi arriva ora dall’Italia?”.
E sul terzo mandato dei governatori si dice “favorevole. Il governatore e il sindaco rappresentano le uniche cariche elette direttamente dai cittadini – spiega – Non mi sembra logica la norma che pone un tetto e sottrae a quei cittadini la possibilità di esprimersi su una conferma o meno di chi ha amministrato. Il problema è che qualsiasi legge elettorale, in Italia, è influenzata dai sondaggi del momento: è un errore che abbiamo fatto anche noi, determina instabilità”.
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