Spettacolo e gossip

Franco Miseria a “La Vita in Diretta”: “Non si creano più i personaggi. Tutti possono ballare”

ROMA – “Le ballerine sono un po’ invidiose”. Sorride Franco Miseria, tra i più celebri ballerini e coreografi italiani, nel rispondere a Manuela Moreno a “La Vita in Diretta” in onda su Rai 1. Una carriera straordinaria quella di Franco Miseria che oggi ha rivissuto e raccontato la sua avventura in Rai come ballerino e, soprattutto, come coreografo con i suoi balletti studiati e cuciti addosso ad alcune delle più grandi protagoniste della danza e dello spettacolo italiano. “I balletti nascevano dall’intuizione di un coreografo, a me è stata la musica a guidarmi sempre, mi ha indirizzato verso la danza. Iniziai come batterista per cui con il ritmo sono approvato alla danza che è seduzione. Io mi definivo uno “stilista”, studiavo bene il personaggio, soprattutto sui difetti fisici e cercavo di valorizzarli per personalizzare quel personaggio”, ha spiegato.

E parlando di come negli anni sia cambiata la danza in televisione, Franco Miseria ha posto l’accento sul fatto che “Si è persa la tendenza e la cultura di trovare nuove figure femminili. Sempre attraverso le figure femminili si creava tutto il contorno in televisione per cui si è perduta questa moda, si facevano i dischi che poi andavano in classifica, ma tutto si svolgeva sempre dietro una prima donna, alla costruzione della primadonna” ha chiarito, sottolineando l’importanza dello studio delle diverse peculiarità nella creazione di un personaggio. E Franco Miseria la grande televisione, quella che regalava indimenticabili sabato sera, l’ha fatta con i suoi balli, le sue coreografie, la sua energia.

Un lavoro sartoriale il suo con e per ballerine come Heather Parisi. Tra i ricordi che ha condiviso oggi dal salotto di “Vita in Diretta” la collaborazione a Fantastico 2 con il coreografo della Scala di Milano Mario Pistoni che curava le coreografie di Oriella Dorella, mentre Miseria seguiva Heather Parisi, “fu l’unica volta che mi sono trovato veramente bene a collaborare con un altro coreografo completamente diverso da me”. E poi Adriano Celentano “ho fatto ballare anche lui”. “Tutti possono ballare, dipende alla bravura del coreografo nel capire come far ballare. Bisogna sempre capire l’istinto del personaggio, come si muove e da lì si può inventare una coreografia e farlo ballare” ha rivelato, ricordando il libro dove racconta la sua vita e la sua carriera, scritto durante la Pandemia, “Dance. Volevo essere Ringo Starr”, e promettendo alla luce di quanto fatto fin qui: “posso fare anche di più”.

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Redazione L'Opinionista

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