Il Ministro dell’Ambiente interviene al convegno sull’economia circolare organizzato da Hera nell’ambito degli eventi collegati al G7 sull’ambiente e cita fra i casi virtuosi il territorio servito della multiutility. Con 300 milioni di euro generati perseguendo obiettivi dell’Agenda ONU al 2030, Hera presenta il proprio bilancio di sostenibilità e chiede regole condivise per accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sempre più green
A precederli l’intervento di Ellen MacArthur, nota anche per l’omonima fondazione, che nel mondo rappresenta l’organizzazione più attiva e importante nell’ambito dell’economia circolare. “Nel giro di 100 anni il carbone sarà finito – ha spiegato la MacArthur – ma risparmiare risorse non basta: deve servirci per guadagnare tempo e consentirci la transizione da un’economia lineare a un’economia circolare, che sganci la scarsità delle risorse dalle nostre prospettive di crescita, puntando su innovazione, formazione e nuove generazioni”.
“Innovazione” e “creatività”, del resto, sono le parole d’ordine del convegno organizzato da Hera che – attraverso i suoi vertici aziendali – ha raccontato il proprio impegno sul fronte della sostenibilità, mostrando come 10 dei 17 obiettivi elencati nell’Agenda dell’ONU al 2030 vedano il Gruppo fortemente impegnato.
La nuova edizione del bilancio, in particolare, rende conto del “valore condiviso”, ossia della ricchezza generata da Hera perseguendo gli obiettivi dell’Agenda globale. Pari a 1/3 del margine operativo lordo complessivo, il valore condiviso della multiutility ammonta per il 2016 a 300 milioni di euro, ed è stato prodotto lavorando in tre ambiti strategici: uso intelligente dell’energia (con 48 milioni di euro generati dalla promozione dell’efficienza energetica e 29 milioni di euro dalla diffusione delle energie rinnovabili); uso efficiente delle risorse (con 110 milioni di euro ottenuti progredendo nella transizione verso un’economia circolare e 83 milioni di euro ricavati dalla gestione sostenibile della risorsa idrica); innovazione e sviluppo del territorio (con 18 milioni di euro derivanti da progetti innovativi e digitalizzazione, 11 milioni di euro relativi a tutela dell’aria e del suolo e 35 milioni di euro riferibili allo sviluppo economico delle comunità locali e a progetti di inclusione sociale).
“Questi momenti di confronto sono molto importanti – afferma Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera – perché confermano la dimensione internazionale nella quale si collocano gli ottimi risultati conseguiti da Hera sul fronte dello sviluppo di un’economia circolare. In gioco – prosegue Tommasi – c’è l’accelerazione di una transizione che richiede il concorso di tutti, con particolare riferimento alla necessità di un quadro regolatorio certo e più omogeneo, in grado di favorire la pianificazione, gli investimenti e quei processi di consolidamento che sono essenziali, nel lungo periodo, a una crescita sostenibile e duratura”.
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