Gentiloni: “La nuova strategia degli Usa è un epitaffio sull’Alleanza”

ROMA – La nuova strategia di sicurezza nazionale americana è “un epitaffio sulle relazioni transatlantiche e una sentenza di divorzio dall’Europa”. Così l’ex premier Paolo Gentiloni in un’intervista a La Stampa. Sul perché di “tanta durezza”, “penso siano due le ragioni – spiega – La prima attiene alla cultura Maga: il manifesto scritto dalla Heritage Foundation e intitolato ‘Progetto 2025’ aveva tra gli obiettivi lo smantellamento dell’Unione Europea, in quanto vista come unico argine ai nazionalismi”. La seconda, “credo che Trump veda nell’Europa una proiezione dei suoi nemici interni. Nonostante tutto quel che detesta, dal woke al melting pot, sia nato in America, li attribuisce a noi perché ha bisogno di costruire anche un nemico esterno”.

Su quale applicazione troverà quanto detto da Trump, “se tutto verrà portato alle estreme conseguenze non lo so – aggiunge – ma so che tutto questo deve mettere fine all’era dell’adulazione del presidente Usa”. Alla domanda se tra questi adulatori mette anche la premier, “per fortuna Meloni non è Gianni Infantino – risponde – Fin qui, nel test fondamentale, che è l’Ucraina, ha cercato di tenere la posizione. Ma minimizzare è miope”. Per Gentiloni, “il problema è che rischia di trovarsi in mezzo al mare mentre avviene la deriva dei continenti ed Europa e America si allontanano”.

L’ex premier ha poi fatto sapere di essere favorevole all’uso degli asset russi congelati, “non si tratta di impadronirsi di quegli asset, ma di usarli come base per un prestito per l’Ucraina”. Per quanto riguarda la riluttanza di Salvini sull’invio di armi a Kiev, se rischia di diventare un problema per il governo, “conciliare l’interesse italiano ed europeo con l’affinità ideologica con Trump d’ora in poi sarà ancora più difficile per la presidente del Consiglio – afferma Gentiloni – Ma continuare ad essere il più svogliato dei Paesi Volenterosi non ci aiuta”.