Interverranno Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte; Paolo Bongioanni, assessore regionale all’Agricoltura; Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente nazionale di Confagricoltura; Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella; Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi, Cinzia Simonelli, responsabile del Laboratorio Chimico Merceologico dell’Ente Nazionale Risi.
L’iniziativa nasce in una fase complessa per la risicoltura italiana, alle prese con la contrazione della redditività di numerose varietà tradizionali e con una forte pressione competitiva internazionale. In questo quadro, il riso aromatico rappresenta un segmento ancora di nicchia, ma con potenzialità di crescita. In Italia ne vengono attualmente coltivati circa 260 ettari, oltre 160 dei quali in Piemonte, regione che si colloca quindi in posizione di primo piano nello sviluppo di questa produzione.
Il tema si inserisce in un comparto di grande rilevanza per l’agricoltura italiana ed europea. Secondo i più recenti dati dell’Ente Risi nel 2025 la superficie risicola italiana ha raggiunto 234.732 ettari, con un incremento di oltre 8.600 ettari rispetto all’anno precedente. La produzione di risone è stata stimata in circa 1,44 milioni di tonnellate. L’Italia si conferma il principale produttore risicolo dell’Unione europea.
“Il riso aromatico – spiega Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli-Biella – non può naturalmente rappresentare da solo la risposta ai problemi della risicoltura, ma è una possibilità concreta di diversificazione che merita di essere sviluppata. Dobbiamo cercare nuovi mercati e siamo favorevoli agli accordi commerciali che consentono alle nostre imprese di esportare di più, perché l’agricoltura italiana non può vivere soltanto dei consumi interni. Ma l’apertura dei mercati deve andare di pari passo con una reale reciprocità delle condizioni di produzione”.
Confagricoltura Vercelli e Biella, insieme alla Regione Piemonte, sta lavorando alla possibilità di sviluppare una filiera italiana del riso aromatico, anche come alternativa nazionale al basmati di prevalente provenienza asiatica. Tracciabilità, sicurezza alimentare, qualità e origine italiana possono diventare elementi distintivi sui quali costruire un’offerta capace di trovare spazio sul mercato interno e, in prospettiva, anche sui mercati esteri. Al termine dell’incontro sarà proposta una degustazione di poke preparato con riso aromatico italiano, per consentire ai partecipanti di conoscerne direttamente caratteristiche e qualità.
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