“Il signore delle formiche”, il nuovo film di Gianni Amelio con Luigi Lo Cascio ed Elio Germano

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ROMA – Alla fine degli anni Sessanta il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico. Solo un giornalista si impegnò a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure. La causa contro Braibanti avrebbe avuto seguito se si fosse trattato di una relazione con una donna? Un caso che all’epoca scosse l’opinione pubblica e toccò tematiche tutt’ora scottanti.

In concorso alla 79esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, dove è stato selezionato per concorrere al Leone D’Oro, e dall’8 settembre in tutte le sale cinematografiche italiane, ecco “Il signore delle formiche”, il nuovo film di Gianni Amelio (“La tenerezza”, “Hammamet”) con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Sara Serraiocco e Anna Caterina Antonacci. 01Distribution.

La trama racconta la storia realmente accaduta ad Aldo Braibanti, poeta filosofo e drammaturgo italiano processato per plagio a Piacenza nel 1968. Amelio alterna storia documentata a momenti di finzione, si attiene rigorosamente ai verbali del processo per le scene che si svolgono in tribunale, mentre per il resto della storia è frutto della fantasia del regista e dei co-sceneggiatori. “Io non sono come gli altri, ma sono anche come gli altri”, dice il professor Aldo Braibanti al ragazzo che ama. E forse è questa affermazione che riassume il senso di un’opera bellissima, una delle vette del cinema del regista.

L’Italia degli anni Sessanta, dei benpensanti, si specchia in quella di oggi. All’epoca si sostituiva la parola omosessualità con “plagio”, nel 2022 ci si mostra progressisti, ma poi si aggrediscono i ragazzi per le strade. Che cosa è cambiato? Soltanto la superficie. Ma tutti hanno il diritto di amare chi vogliono, sostiene un Elio Germano infervorato, che presta il volto al cronista di un giornale di partito che deve seguire il “caso Braibanti”.