Cna ribadisce che il regolamento persegue obiettivi condivisibili, ma non prende in considerazione i diversi contesti nazionali in materia di raccolta e riciclaggio che ogni Stato membro ha sviluppato negli ultimi anni, né l’impatto sul tessuto produttivo che in larga parte è composto da piccole imprese. L’Italia è il primo fra i grandi Stati europei per riciclo pro-capite dei materiali di imballaggio, e ha sviluppato esperienze tecnologicamente avanzate di raccolta, selezione e riciclo dei materiali di imballaggio. Rispetto agli attuali obiettivi fissati al 2025, l’Italia ha già raggiunto e superato i target di riciclo degli imballaggi post-consumo (con quasi il 74% rispetto al 65% previsto dall’Europa).
Nonostante l’iter parlamentare ha parzialmente rivisto alcune disposizioni, rimangono ancora forti le criticità ed è quindi necessario che nel seguito dell’iter si arrivi ad un compromesso effettivamente in grado scongiurare pesanti effetti negativi sulle imprese con conseguenze sullo stesso percorso di riduzione dei rifiuti. Da un’indagine Cna realizzata a luglio sulle imprese utilizzatrici di imballaggi emergono forti preoccupazioni circa l’impatto economico dei nuovi target, e vengono dunque richieste misure di sostegno e accompagnamento in particolare per le PMI (dal 31% del campione intervistato), una maggiore disponibilità di imballaggi che rispettino i nuovi requisiti e a prezzi accessibili (circa il 25% degli intervistati).
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