Impunità per i crimini contro i giornalisti: messaggio Boldrini al Presidente di Ossigeno, Alberto Spampinato

117

Laura BoldriniROMA – “La Giornata mondiale indetta dall’Onu per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti ha quest’anno, per noi europei, un riferimento obbligato e doloroso: il bel volto, aperto e combattivo, di Daphne Caruana Galizia, la reporter maltese che pochi giorni fa ha pagato con la vita le sue coraggiose inchieste sui traffici della criminalità organizzata e sulle commistioni tra mafie e politica. La carcassa devastata della sua auto è un triste simbolo dei rischi ai quali va incontro, persino in un Paese dell’Unione europea, l’informazione che non arretra di fronte alla ricerca della verità”.

E’ un passaggio del messaggio che la presidente della Camera, Laura Boldrini (foto), ha inviato al Presidente di Ossigeno, Alberto Spampinato.

“Come sa bene, del resto – aggiunge Boldrini rivolgendosi ancora a Spampinato – anche il giornalismo italiano, che a questa ricerca ha già dato un cospicuo tributo di sangue e che anche oggi deve far fronte a gravi minacce e intimidazioni. Anche l’attentato di Malta ci dice che non esistono zone franche dell’informazione, al riparo dallo straordinario potere di penetrazione e di inquinamento delle organizzazioni criminali. Alle istituzioni spetta il compito di tutelare più efficacemente il prezioso lavoro di denuncia del giornalismo di inchiesta. Vale a livello europeo e internazionale, ma vale anche a livello nazionale. In Italia sono troppi i giornalisti costretti a vivere sotto scorta, e un’altra legislatura rischia di concludersi senza che siano state varate norme atte a scoraggiare le querele e le cause civili contro la libera informazione”.

Conclude Boldrini: “Nell’auspicio che i prossimi mesi consentano di finalizzare i provvedimenti attesi da anni dal mondo dell’informazione, rivolgo i miei migliori auguri a tutte e a tutti i partecipanti al convegno promosso da Ossigeno per l’informazione e Associazione Stampa Romana. Iniziative di formazione come questa fanno bene al giornalismo italiano perché consolidano un profilo di forte impegno civile”.