Inaugurato il ponte Genova-San Giorgio: le toccanti parole di Renzo Piano

nuovo ponte di genova

“Mi auguro che questo ponte sia amato perché non é facile essere eredi della tragedia. E che fosse visto come forgiato nel vento”

GENOVA – In presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del premier Giuseppe Conte, del sindaco di Genova Marco Bucci e del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il 3 agosto é stato inaugurato il nuovo ponte Genova-San Giorgio. Esattamente 720 giorni dopo il tragico crollo del Ponte Morandi, che costò la vita a 43 persona. Come quel tragico 14 agosto di due anni fa pioveva. Ma poco prima dell’inizio della cerimonia un meraviglioso arcobaleno ha illuminato il ponte e la vallata. Un segno, un messaggio di speranza che episodi così funesti non capitino mai più.

È un ponte figlio di una tragedia, di un lutto – ha dichiarato commosso l’archistar Renzo Piano, che questo ponte lo ha pensato, progettato e donato- E le tragedie e i lutti non si dimenticano; si elaborano, si metabolizzano, ma restano imprigionati nelle nostre coscienze. Diventano l’essenza stessa di quello noi saremo. In questo posto ci siamo tutti smarriti due anni fa, nello sgomento di questa tragedia; e qui ci ritroviamo, anche per ringraziare chi ha costruito il ponte, per l’energia che ci ha messo, per la rapidità. Io ho voluto un ponte che passasse piano piano, in silenzio, quasi chiedendo permesso. Come una nave, un grande vascello bianco che ha attraversasse la valle. Poi pero bisognava farlo quel ponte, e qui la gente ci ha messo l’energia. È stato il più bel cantiere che abbiamo avuto in vita mia. Nella fatica si aspetta una perla: la perla è la riconoscenza. Siamo sospesi tutti quanti tra il cordoglio della tragedia e l’orgoglio di aver ricostruito il ponte. Si è parlato di miracolo, ma io non credo che si debba parlare di miracolo. E’ solo successa una cosa bellissima: il Paese ha mostrato la parte buona”.

“Qui siamo sospesi tra tragedia e orgoglio e riconoscenza, -ha proseguito Renzo Piano- ma non parliamo di miracolo, qui è successa una cosa bella per il Paese. Costruire è una bellissima cosa, magia, perché costruire é dare forma a qualcosa che non la ha. E’ l’opposto di distruggere. I muri non vanno costruiti, i ponti sì, e farlo è bellissimo, è un gesto di pace. All’interno di questa magia c’é anche quella del cantiere, su cui in cui su tutto prevalgono solidarietà, passione, amore. Questo é il miracolo!”.

“Io auguro a qusto ponte di essere amato: non é facile essere eredi della tragedia. E credo che lo sarà perché  semplice e forte come questa città. E sarà amato perchè gioca con la luce: sopra questo ponte tutti scopriranno la luce del Mediterranero. Gioca anche col vento. Penso al poeta Giorgio Caproni che definisce ‘Genova di ferro e di vento’. Vorrei che questo ponte venisse visto così, forgiato nel vento. Ora il ponte è vostro, lunga vita al ponte”, ha concluso l’archistar.