Turismo

Incastonata tra le montagne innevate, il borgo che in inverno diventa magico: è “la perla delle Dolomiti”

Tra panorami mozzafiato, piste da sci all’avanguardia ed eccellenze storiche e culturali, offre esperienze uniche per ogni stagione dell’anno

Immersa nella splendida cornice delle Dolomiti di Brenta, si conferma anche nel 2026 come una delle mete più ambite per gli appassionati di montagna e sport invernali, nonché un luogo ricco di storia e fascino culturale.

Una meravigliosa località incastonata tra le Dolomiti – (lopinionista.it)

Situata a 1550 metri di altitudine nella conca che separa le Dolomiti di Brenta dai ghiacciai dell’Adamello e della Presanella, questa località è universalmente riconosciuta come la “perla delle Dolomiti” e continua a rappresentare una delle stazioni sciistiche di punta dell’intero arco alpino.

Un paradiso sciistico tra tradizione e innovazione

Madonna di Campiglio si distingue per la straordinaria varietà del suo ambiente montano, che consente di praticare lo sci partendo direttamente dal centro del paese, con la possibilità di percorrere un esteso reticolo di piste che si elevano fino a 2600 metri di quota. La Ski Area, che nel 2026 vanta 62 impianti di risalita e si sviluppa su 156 chilometri di piste, offre soluzioni per tutti i livelli di difficoltà, garantendo un’esperienza completa e avvincente a sciatori di ogni livello. La capacità di trasporto degli impianti supera le 31.000 persone all’ora, mentre gli appassionati di freestyle e snowboard possono usufruire di 50.000 metri quadrati di snowpark. Per gli amanti dello sci nordico, sono disponibili 40 chilometri di piste dedicate, con il vantaggio di collegamenti sci ai piedi verso le adiacenti località di Pinzolo e Folgarida-Marilleva.

Madonna di Campiglio non è solo neve e sport, ma è anche custode di un ricco patrimonio artistico e culturale. La Chiesa di Santa Maria Antica, edificata tra il 1894 e il 1895 su iniziativa dell’imprenditore Franz Joseph Österreicher, è un esempio di stile neogotico-tirolese e conserva al suo interno preziose opere, fra cui un Crocifisso antichissimo e un altare a portelle di epoca tardogotica. La famiglia imperiale d’Austria finanziò parte delle decorazioni interne, testimoniando così il legame con l’epoca in cui la località divenne meta prediletta dalla nobiltà mitteleuropea. Proprio qui, nel 1889 e nel 1894, soggiornarono l’imperatrice Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe, cui è dedicato anche il suggestivo Sasso di Sissi, luogo di riposo e contemplazione lungo il sentiero che conduce al Monte Spinale.

Madonna di Campiglio, un paradiso per gli sciatori – (lopinionista.it)

Nel cuore di Madonna di Campiglio, la Piazza Righi ricorda Giovanni Battista Righi, imprenditore illuminato che contribuì allo sviluppo turistico della località agli inizi del Novecento. Accanto, il Salone Hofer all’interno dell’Hotel Des Alpes conserva affreschi e decorazioni liberty realizzate alla fine dell’Ottocento dall’artista bolzanino Gottfried Hofer, sopravvissuti a un incendio nel 2007. Qui, in passato, si svolsero eleganti balli a cui parteciparono ospiti illustri, fra cui la famiglia imperiale d’Austria.

Il patrimonio culturale è ulteriormente arricchito dal Monumento alle Guide Alpine, opera del frate-scultore Frà Silvio Bottes, e dal Monumento a Giovanni Battista Righi, testimonianze tangibili dell’importanza delle figure che hanno segnato la storia e lo sviluppo della montagna trentina.

Particolarmente affascinante è il Passo Campo Carlo Magno, luogo leggendario legato al passaggio di Carlo Magno durante il suo viaggio verso Roma. Qui si trova uno dei primi campi da golf d’Italia, fondato nel 1923 su progetto di Sir Henry Cotton, che in estate regala scenari suggestivi agli amanti del fairway. In inverno, il passo si trasforma in un centro di fondo con oltre 20 chilometri di piste, perfette per chi cerca tranquillità e immersione nella natura.

Infine, il Museo delle Guide e delle Genti di Campiglio, inaugurato nel 2009, racconta con un percorso espositivo la storia dell’alpinismo in Val Rendena, ricordando i grandi protagonisti di questa disciplina, primo fra tutti il leggendario Bruno Detassis, il “Re del Brenta”.

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Redazione T

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