Distribuito nel 1950 e vincitore di 3 Oscar, Viale del tramonto è molto più non è solo un film sulla decadenza del divismo muto, ma un’analisi spietata e visionaria dei sogni infranti dell’industria cinematografica, raccontata attraverso il rapporto tra un giovane sceneggiatore disilluso e una ex diva sull’orlo della follia. Billy Wilder ne fa un’opera sospesa tra melodramma noir e gotico hollywoodiano, dominata da atmosfere spettrali, luci espressioniste e dalla memorabile interpretazione di Gloria Swanson nei panni di Norma Desmond.
Nel suo saggio, Mauro Marchesini compone un’analisi affascinante e originale dell’opera, soffermandosi su elementi spesso trascurati: oggetti, luoghi, simboli e dettagli diventano protagonisti silenziosi ma eloquenti di una narrazione parallela. Attraverso oltre 200 immagini tra fotogrammi e foto di repertorio, ma anche grazie a due interviste immaginarie, l’autore costruisce un vero e proprio viaggio all’interno del film, sondando temi come la scrittura, la memoria, l’ossessione, la solitudine, fino all’idea stessa di cinema come strumento di (impossibile) immortalità.
Con questo volume, Marchesini arricchisce ulteriormente il suo percorso di critico e saggista cinematografico, già autore di titoli come Le grand noir (2008), La finestra sul cortile – Intimità violate, cattivi pensieri (2016) e Giovane innocente (2023). Un libro imperdibile per appassionati, studiosi e cinefili che vogliono scoprire nuovi sentieri interpretativi di un film che continua, a distanza di tre quarti di secolo, a parlarci con inquietante attualità.
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