Intervista a Doris Simone, “la mia storia tra Cinema, Tv e tanto amore”

doris simone

Attrice e conduttrice di successo, Doris Simone ha deciso di lasciare, momentaneamente, il mondo dello Spettacolo, per dedicarsi maggiormente alla famiglia e al suo lavoro di imprenditrice che la porta a gestire, con successo, due b and b in Puglia. Al centro della sua vita oggi c’è più che mai l’amore, quello per il marito ma anche per se stessa e per la sua esistenza.

Doris, domanda subito molto personale, cosa pensi dell’amore moderno, tra messaggi e notifiche?

È veloce, spesso impaziente. Ma l’amore ha bisogno di tempo, di attesa, di sguardi che non si possono inviare con un emoji. L’amore moderno deve imparare nuovamente la lentezza.

Se potessi descrivere l’amore con una sola parola?

“Rivelazione”, perché l’amore ci mostra chi siamo, chi possiamo diventare e chi abbiamo paura di essere.

Doris, dopo tutto quello che ci hai raccontato, cosa resta?

Resta la possibilità, di amare ancora, di sbagliare meglio, di vivere più intensamente. Resta la voglia di cercare, anche quando non sappiamo cosa. Perché il cuore ha una memoria che non dimentica la strada verso casa.

Cosa diresti a chi legge queste parole?

Che ogni parola è un ponte. E che se si sente solo, può attraversarlo. Che la vita non è fatta solo di certezze, ma di tentativi. E che ogni tentativo è già un atto d’amore.

Se l’amore è una rivelazione, cosa ci rivela alla fine?

Che siamo vivi. Che siamo capaci di sentire, di cadere, di rialzarci. Che siamo fatti per toccarci l’anima, non solo la pelle. E che, nonostante tutto, vale sempre la pena amare. L’amore è un atto di coraggio

Doris, hai parlato spesso dell’amore come di un viaggio. Com’è iniziato il tuo con tuo marito Nicola Rizzo?

Con un sorriso. Di quelli che non chiedono permesso, che ti entrano dentro e ti cambiano la giornata. Non c’è stato un colpo di fulmine, ma una luce che si è accesa piano, e non si è più spenta.

Cosa ti ha colpito di lui, all’inizio?

La sua calma. In un mondo che correva, lui sapeva stare fermo. Non aveva bisogno di parole per farsi capire. E poi, il modo in cui ascoltava: come se ogni cosa che dicevo fosse importante.

E oggi, dopo tutto questo tempo, cosa vedi quando lo guardi?

Vedo la mia storia. Le nostre rughe condivise, le risate, e le notti in bianco per i piccoli. Vedo un uomo che ha scelto di restare, ogni giorno.

C’è stato un momento in cui avete rischiato di perdervi?

Sì, come in ogni storia vera. Ci sono stati silenzi che facevano rumore, distanze che sembravano abissi. Ma poi ci siamo ricordati perché avevamo iniziato. E ci siamo ritrovati.

Cosa ti ha insegnato lui sull’amore?

Che l’amore non è perfezione, ma presenza. Che non serve capirsi sempre, basta esserci. Che anche nei giorni storti, se ti prendi per mano, puoi trovare la strada.

Se potessi dirgli una sola cosa, adesso, quale sarebbe?

Grazie, per ogni volta che ha scelto noi, per ogni silenzio pieno di significato e per ogni sguardo che mi ha ricordato chi sono.

E a chi legge queste parole?

Che l’amore non è un premio, è una costruzione. Che non bisogna aspettare che sia perfetto per viverlo. E che, se lo si nutre ogni giorno, può diventare eterno.