Spettacolo e gossip

Intervista a Emanuela Corsello, affermata manager del mondo della Moda e del Cinema

Credo molto nella condivisione e nella collaborazione, nonché nel poter collaborare con le donne, nel fare squadra

Si è occupata per tantissimi anni di Moda, la manager Emanuela Corsello. Oggi si dedica, invece, al Grande Schermo come agente. La professionista, con un suo emozionante intervento, è tra le protagoniste del docu-film L’abito e L’anima, che reca la firma dell’autrice e produttrice cinematografica Monica Bartolucci mentre la regia è stata affidata a Walter Garibaldi.

Emanuela, ne L’Abito E L’Anima oltre ad ascoltare il tuo contributo possiamo ascoltare anche quelli di tanti altri addetti ai lavori nel settore della Moda e dello Spettacolo in generale. Credi che per fare bene il tuo lavoro sia utile fare un buon gioco di squadra?

Indubbiamente questo docu-film è molto corale, Del resto qui ho trovato e ritrovato moltissimi colleghi del mondo della Moda, dello Spettacolo e del Cinema. Penso che nel nostro settore poter contare concretamente su un gioco di squadra e lavorare in condivisione sia fondamentale. Purtroppo, però, non è un ambito che lo permette facilmente perché c’è veramente tantissima invidia.

Tante volte si nota che l’invidia è femmina… Capita, forse, perché le donne non sanno essere molto collaborative?

Io credo molto nella condivisione e nella collaborazione, nonché nel poter collaborare con le donne, nel fare squadra, perché le donne unite possono veramente conquistare il mondo e avere delle grandi opportunità, forse anche più importanti degli uomini perché siamo forti, diciamocelo. Purtroppo molte donne non hanno questa capacità di condividere con altre donne le proprie esperienze, il proprio lavoro, la propria energia e la propria voglia di fare. Non hanno, insomma, un grande istinto al gioco di squadra, perché sono molto competitive, molto individualiste e tendono a ragionare, purtroppo, molto in base al proprio orticello. Ergo non è sempre facile trovare donne con cui questo possa capitare. Diciamo pure che è più facile che facciano gioco di squadra e di condivisione gli uomini, perché gli uomini sono meno invidiosi. Questa è una brutta cosa da dire. Del resto, io sono donna, ma, purtroppo, è così. Dunque quando trovi una donna o una collega con cui hai una comunione di intenti, con la quale non c’è uno scavallamento e non ci si scavalla o accavalla a vicenda, non c’è invidia ne competizione e nasce una sinergia professionale e personale devi tenertela bella stretta quella donna.

Quando la competizione è sana?

Una competizione sia sana che giusta fra uomini e donne nell’ambito lavorativo è quella che ti spinge a voler sempre ottenere di più, a voler migliorare, ottenere degli obiettivi e raggiungere dei traguardi. Se poi diventa distruttiva e va a sconfinare con l’invidia e con una competizione che porta a essere invidiose delle persone che hai accanto, di un’amica o di una persona che ha comunque raggiunto un successo, allora lì diventa malsana. Difatti, a quel punto, diventa lesiva anche nei confronti di chi hai vicino, perché se sei troppo ambizioso in senso negativo puoi creare problemi sia a te stesso che ad altri.

Credi che in tale direzione lo sport possa dare una mano?

Lo Sport sicuramente è una disciplina che aiuta molto, c’è un gioco di squadra, soprattutto se non si tratta di discipline individuali. Si diventa compagni, si gioca per il gruppo e non solo per la propria persona.

Sport, Moda e Cinema, quale credi che sia il filo rosso che li lega?

Sono collegatissimi. Tanti sportivi, del resto, li vediamo che diventano testimonial di moda importanti o che diventano attori. E poi, quanti modelli sono anche sportivi importanti, fanno campagne o pubblicità importanti? Il Cinema pure sposa tantissimo quello che è il settore moda o sportivo. Hanno tanto in comune questi tre settori e c’è sicuramente un filo che li collega. E poi, anche lo stesso sportivo, se ci pensiamo un attimo, è un uomo di spettacolo. Oggi siamo pieni di grandissimi atleti e grandissimi uomini di Sport che sono anche conosciuti nel mondo dello Spettacolo, fanno programmi televisivi e si mettono in mostra anche a livello di Televisione e, dunque, non solo nella loro disciplina sportiva. Inoltre esistono tantissimi attori che poi sono stati anche modelli perché c’è tantissima Moda che confina con il Cinema nel nostro settore e così via.

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Pubblicato da
Laura Gorini
Argomenti: Interviste

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