
“‘Tàches al tram’ in milanese, c’è anche la versione napoletana, la versione romana, è qualcosa di simpatico per dire ‘vai avanti te che a me vien da ridere’, citando qualcosa di cinematografico”, ha spiegato Salvini. “Con tutto il rispetto per la massima carica francese che continua a dire ‘Vi offro io l’ombrello nucleare’. Il 14 luglio ha detto ‘Siamo pronti a combattere’. No, non facciamo lavorare i militari per chiudere il conflitto fra Russia e Ucraina. Facciamo lavorare gli ambasciatori e i diplomatici”.
“Quando parti per fare la guerra in Russia, da Napoleone a Hitler non finisce mai bene – ha proseguito -. Quindi i nostri figli non sono pronti a combattere. Punto e basta. Se vuole andarci Macron, ci vada Macron”. Sulla reazione francese, Salvini ha ironizzato: “Con quello che scrivono su di me dovrei convocare gli ambasciatori di tre quarti del mondo ogni settimana”. “C’è una situazione economica e sociale complessa in Francia, nelle banlieue parigine e non solo”, ha aggiunto.
“Il governo italiano tutto, non il ministro Salvini, non manderà mai un soldato italiano a combattere, a sparare, a morire in Russia o in Ucraina. Punto. Su questo nessuno mi farà mai cambiare idea”, ha concluso il vicepremier.











