
Artigiani, micro, piccole e medie imprese sono indispensabili per garantire prosperità, servizi, posti di lavoro, formazione nelle regioni e nei territori d’Europa, attuando la trasformazione verde e digitale. Nel contempo, queste imprese sono purtroppo le più colpite dall’introduzione di nuove, sempre più burocratiche e onerose pratiche. Diventa necessario quindi che i responsabili politici dell’Unione europea forniscano all’artigianato continentale le migliori condizioni per competere, innovare e far crescere le proprie attività.
Questioni cruciali che, presumibilmente, saranno dibattute l’anno prossimo in una Conferenza dell’artigianato in Europa, alla quale già stanno lavorando le Organizzazioni che si sono riunite a Monaco di Baviera, dove hanno stilato un documento sinteticamente riassunto in sette punti per chiedere alle istituzioni e ai politici europei:
- un quadro normativo stabile e affidabile per compiere progressi nella transizione verso un’economia verde;
- la riduzione degli obblighi di rendicontazione e documentazione;
- la garanzia di ottenere una concorrenza leale sui mercati digitali;
- la fornitura di manodopera qualificata attraverso una formazione di alto livello, il rafforzamento della mobilità di tirocinanti e lavoratori qualificati all’interno della Ue e la semplificazione dell’ingresso di manodopera qualificata da Paesi terzi;
- il posizionamento di artigiani, micro, piccole e medie imprese al centro della politica europea;
- un maggiore sostegno ai ‘piccoli’ come fattori di coesione sociale;
- la promozione di un contesto politico stabile











