La Costituzione nell’era dell’IA: a Roma il confronto sui nuovi diritti digitali

ROMA – La Costituzione non è un testo del passato. È una bussola per leggere anche le trasformazioni più radicali del presente: dalla qualità dell’informazione online alla responsabilità delle piattaforme, dall’intelligenza artificiale alla tutela dei cittadini nello spazio digitale, in un dibattito reso ancora più attuale dalla recente enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale e la centralità della persona. È questo il tema al centro di “Nuove tecnologie, nuova società, nuove regole?”, l’evento in programma oggi (9 giugno) alle 18 presso Associazione Civita, Piazza Venezia 11, Roma.

L’iniziativa, organizzata da WINDTRE, in collaborazione con Italian Politics e Fondazione Italia Digitale, con la media partnership di Parlamento Magazine, riunisce esperti e personalità del mondo accademico, giornalistico e delle relazioni internazionali per affrontare un tema sempre più urgente: come si difendono i principi costituzionali nell’era degli algoritmi? A confrontarsi Alfonso Celotto, Costituzionalista dell’Università Roma Tre; Riccardo Luna, giornalista del Corriere della Sera, esperto di tech e autore del volume “Qualcosa è andato storto” (Solferino Libri, 2026); Nicoletta Pirozzi, Capo Programma Europa dell’IAI – Istituto Affari Internazionali.

Nel 2026 l’Italia celebra gli 80 anni della Costituente, del Referendum istituzionale e del primo voto delle donne. Ottant’anni dopo, la democrazia affronta una nuova frontiera: quella digitale. Fake news, hate speech, intelligenza artificiale e algoritmi opachi non sono più solo temi tecnologici: incidono sulla libertà di scelta dei cittadini, sulla fiducia nelle istituzioni e sulla qualità della partecipazione democratica.

Lo confermano i dati più recenti: con Internet utilizzato dal 90,4% degli italiani, lo smartphone dal 90,3% e i social network dall’86,2%, informazione, partecipazione e accesso ai servizi passano sempre più dallo spazio digitale, come fotografa l’ultimo Rapporto Censis sulla comunicazione. Ma l’accesso ai diritti online non è ancora uguale per tutti: secondo il report “Cittadini e ICT – Anno 2025” di Istat, solo il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base, mentre meno della metà degli individui di 15 anni e più ha utilizzato SPID o CIE negli ultimi 12 mesi. E sul fronte dell’informazione, il Censis rileva che due italiani su tre verificano almeno qualche volta la veridicità delle notizie diffuse dai media principali. Numeri che riportano la Costituzione al centro del dibattito: nell’era degli algoritmi, uguaglianza, partecipazione, accesso ai diritti e libertà di informarsi richiedono nuove regole, nuove responsabilità e nuove garanzie.

“La Costituzione è uno strumento vivo, che deve continuare a orientare le scelte del Paese anche nel digitale”, dichiara Roberto Basso, Direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità di WINDTRE. “Oggi cittadinanza, informazione e partecipazione passano sempre più dalla rete. Per questo serve un confronto aperto tra istituzioni, imprese, accademia e società civile, per costruire un ecosistema digitale più sicuro, inclusivo e responsabile”.

Per WINDTRE, l’evento rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno per un digitale più consapevole, accessibile e sostenibile, in continuità con le iniziative promosse dall’azienda sui temi dell’educazione digitale, della sicurezza online e della responsabilità sociale.