La doppia anima di Adriano Bernetti Da Vila, tra Espressionismo Astratto e Iperrealismo

accordi rosso

Per molti artisti l’incontro con la pittura astratta avviene subito, scelta quasi obbligata perché lo riconoscono come mezzo espressivo più affine alla propria prorompente necessità di manifestare emozioni senza dover sottostare a regole e senza farsi limitare dai confini del conosciuto, da ciò che l’occhio vede. Per altri invece è una fase successiva a quella più figurativa, come se il disegno, la resa della realtà, non fosse sufficiente a esprimere i concetti più interiori che premono per uscire.

Adriano Bernetti Da Vila nasce artista grazie ai geni paterni e all’attenta osservazione dell’esecuzione da parte di quel padre, che aveva trasformato in carriera la sua passione solo in tarda età, da cui ha assorbito, quasi senza saperlo, i segreti della tecnica del Realismo che ne avevano caratterizzato la produzione. Nell’approccio pittorico della prima parte della sua produzione, l’artista mostra un’eccellente tendenza stilistica molto vicina all’Iperrealismo che si svela in particolar modo nelle nature morte, in cui riproduce fedelmente dettagli di quegli oggetti inanimati e di fiori e frutti; stile da cui al contempo Da Vila si distacca per l’innata capacità di riflettere un’emozione, di dare vita a ciò che nell’immaginario comune non ne avrebbe, portando in primo piano il senso delle cose, anche quelle di uso comune, che invece hanno il loro senso, il loro compito, il loro motivo di essere.

Arance ed uva
1 Arance ed uva

Dunque la fedele riproduzione dei soggetti raffigurati si affianca a un’atmosfera surreale, metafisica, in cui l’osservatore viene letteralmente avvolto, calamitato dentro l’immagine per percepirne ogni minimo particolare, per osservarne, affascinato, la fedeltà alla realtà che però lo attrae, lo incuriosisce, lo conquista, perché quella realtà è filtrata attraverso le emozioni che fuoriescono dall’opera.

vetri
2 Vetri 1

In Vetri 1 la superficie riflettente dei bicchieri e delle brocche su uno sfondo delicato così come lo è la base dove sono appoggiati, li rende quasi evanescenti, elevandoli al concetto Metafisico del sogno, dell’effimero, di una trasparenza che vorremmo avere, anche nei rapporti interpersonali, ma che nella maggior parte dei casi sfugge, spaventa, intimorisce. Adriano Bernetti Da Vila, esorta l’osservatore a credere nella purezza delle emozioni, nella semplicità di ciò che ci circonda e che sarebbe molto più facile da capire se fosse vissuto nella naturalezza.

limoni
3 Limoni

Anche in Limoni emerge la sua fascinazione nell’osservare tutto ciò che lo sguardo coglie, come se il filtro della creatività riuscisse a concedergli di vedere oltre, di scoprire significati e bellezza nei dettagli più apparentemente insignificanti eppure incredibilmente vivi; la scelta cromatica è molto delicata, soffusa, pur essendo incredibilmente reale, i fiori della mimosa sono morbidi, piumosi, esattamente come sarebbero osservandoli da vicino, la luce rifrange ed esce dall’opera, i chiaroscuri evidenziano e scolpiscono i dettagli. Nonostante il suo forte legame con la figurazione Da Vila sente però il bisogno di aprire un nuovo capitolo della sua produzione artistica, che esplorerà in parallelo alle opere più Iperrealiste, che è quello dell’Espressionismo Astratto, forse perché il bisogno di lasciar parlare in assolo le proprie sensazioni più profonde diventa irresistibile, o forse perché sente di dover essere trasversale per riuscire ad appagare in maniera completa il suo estro creativo. È evidente, in questa nuova ricerca, l’avvicinamento al Color Field tipico di Mark Rothko, grande esponente dell’Espressionismo Astratto, per il quale le emozioni primarie e naturali, erano fondamentali e fondanti della sua pittura. Gli accostamenti cromatici scelti da Adriano Bernetti Da Vila sono intensi, forti, decisi e contrastanti tra loro, dando l’impressione che le sensazioni da liberare, da comunicare, non siano più affascinate dalla realtà come quando si dedica al figurativo, bensì siano più impetuose, più impellenti, più prorompenti e dunque anche il dialogo tra tonalità deve necessariamente essere intenso.

Red and Blue
4 Red and Blue

Come nell’opera Red and Blue, dove il senso è capovolto, perché il rosso, colore più legato alla terra, è posto al di sopra del blu, che definisce il cielo, sottintendendo che ogni realtà ha un suo punto di vista, che guardando le cose da un’angolazione differente si può scoprire una verità differente e non per questo meno reale o attendibile.

red
5 Red

Anche in Red Da Vila cambia e modifica l’apparenza del mare colorandolo in maniera innaturale, espressionista appunto, perché ciò che desidera comunicare è una sensazione forte, acuta, passionale che non è arginabile dai confini di ciò che è normalmente visibile.

accordi blu
6 Accordi Blu

E ancora in Accordi Blu emerge l’emozione di un ricordo lontano, un frangente di ammirazione rapita nei confronti di un luogo non luogo che ha mosso le corde più profonde dell’artista, quelle corde vibranti che ne hanno segnato la memoria fissandola dentro un’immagine rasserenante eppure incredibilmente intensa. Adriano Bernetti Da Vila nel corso della sua lunga carriera artistica ha partecipato a mostre collettive e personali su tutto il territorio nazionale e nel mese di aprile 2020 sarà tra gli artisti selezionati per la mostra internazionale Lisbona Contemporanea.

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