
Dall’Ingv aggiungono che in questa parte della provincia di Forlì-Cesena nell’ultimo mese sono stati registrati oltre 40 terremoti, 23 di questi dal 26 gennaio con magnitudo compresa tra 1.4 e 4.1. Il 22 gennaio, giorno in cui si è verificato il primo terremoto, la terra aveva tremato alle 9.38 con un boato avvertito in buona parte della regione Emilia-Romagna (magnitudo 3.5). Poi di nuovo il 26 gennaio si era verificato un forte terremoto alle 11.45 del mattino, con numerose scosse di assestamento nel corso dellea giornata di giovedì e nei giorni successivi.
Questa mattina, dopo l’evento di 4.1 delle 6.32, sono state localizzate altre quattro scosse di magnitudo compresa tra 1.6 e 2.2. Dopo la paura del 26 gennaio, quando a Cesenatico la terra aveva tremato alle 11.45 per una forte scossa di magnitudo 4,1 (per precauzione i bambini erano stati fatti uscire dalle scuole), oggi di nuovo nel cesenate torna l’incubo del terremoto. Nei giorni scorsi, gli esperti aveva spiegato che tutta la zona sotto gli Appennini e la riviera sono a rischio sismico, anche se non dovrebbe tratrarsi di una faglia tra le più pericolose. Storicamente, in questa zona, la massima magnitudo raggiunta è stata pari a 6.
A seguito della scossa di terremoto con magnitudo 4,1 registrata questa mattina alle 6,32 nella zona di Gambettola e avvertita anche nel riminese, è stata prontamente attivata l’attività dei controlli ad opera dei tecnici comunali e di Anthea nei plessi scolastici e nelle palestre del patrimonio edilizio scolastico di competenza comunale. Al momento, fa sapere il Comune di Rimini, non sono state rilevate criticità o danni. Valutata la situazione in concerto con la Protezione civile non sono stati adottati provvedimenti di chiusura o sospensione delle attività didattiche.










